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No cav day. Le reazioni

Partito Democratico contro le parole pronunciate da Grillo e Guzzanti in Piazza Navona. Ma le polemiche nei confronti della manifestazione arrivano da più parti politiche, e anche Di Pietro è costretto a dissociarsi.

Walter Veltroni, Pd: "Come avevamo previsto, la manifestazione, credo anche in contrasto con lo spirito di molti dei partecipanti nella piazza, è stata più contro il Quirinale e il Partito Democratico piuttosto che contro Berlusconi. Gli insulti di Grillo e Travaglio al PD non ci sorprendono e non sono nuovi. Quello che è per me intollerabile è ascoltare gli attacchi al capo dello Stato. Giorgio Napolitano sta garantendo, in un momento difficile, il rispetto della Costituzione con rigore e determinazione. Le sue scelte sono e saranno da noi condivise"

Arturo Parisi, Pd: "Se fosse stato per alcuni organizzatori me ne sarei tenuto lontano un miglio, ma sapevo che la gente era in gran parte la nostra gente e non poteva essere lasciata da sola. E si era data appuntamento perchè o non capisce la nostra proposta o non la condivide. Non basta dare appuntamento al 25 ottobre mentre la sfida alla democrazia è oggi"

Rosy Bindi, Pd: "Anche se è un momento grave per la nostra democrazia, non sono rammaricata di non essere andata in piazza insieme a chi attacca il Presidente della Repubblica e offende in modo gratuito il Papa. Non sono questi i toni e i modi per contrastare la maggioranza e il governo. La nostra opposizione sarà netta perchè oggi alla Camera è stato posto un macigno inamovibile sulla strada del dialogo"

Antonio Di Pietro, Idv, ha commentato così le parole della Guzzanti: "L'Italia dei Valori nel suo complesso e io personalmente ci dissociamo dalle parole ingiuste, ingiustificate e fuori luogo espresse nei confronti del Papa e del Presidente della Repubblica. Questa è una piazza libera, è inutile prendersela con Benedetto XVI quando il diavolo commette atti impuri"

Renato Schifani, presidente del Senato: "Nessuno può condividere le ingiurie ascoltate ieri sera, è dovere di tutti condannare le parole usate e coloro che le usano con intento distruttivo nelle piazze. La libertà non può diventare oltraggio verbale"

Furio Colombo, Pd: "Sono indignato per tutte le parole che ha detto Grillo, non ho mai partecipato ad una manifestazione in cui da un palco si lanciano offese a chicchessia, quelle di Grillo colpiscono tutti, anche i tanti che sono venuti qui. Questa è una manifestazione contro Berlusconi non certo contro Veltroni, men che meno contro il presidente Napolitano"

Giorgio Merlo, Pd: "Concentrato di oscenità, di qualunquismo, di becerume e di insulti alle istituzioni. E da questa piazza dovrebbe partire il rinnovamento della politica e la bonifica delle istituzioni? C'è una sola parola che si può e si deve pronunciare, pur nel rispetto di quelle persone che manifestano in buona fede contro le politiche di Berlusconi: e cioè, vergogna. Se Beppe Grillo è il nuovo faro politico di piazza Navona, gli organizzatori se lo tengano stretto. Il Pd guarda altrove"

Luca Volontè, Udc: "Antonio Di Pietro non poteva non sapere che sarebbe andata a finire così. A lui, a Sabina Guzzanti e a Beppe Grillo tutta la responsabilità di atteggiamenti che trovano pochi esempi nella storia repubblica per la loro gravità"

Antonio Leone, Pdl: "L'adunata dei trombati. La maggior parte dei politici che oggi si sono sbracciati nel raduno di Piazza Navona avrebbero fatto bene a restare a casa visto che gli italiani il loro responso lo hanno dato in modo chiaro alle elezioni cancellandoli dal Parlamento. E se va avanti così anche Di Pietro e i superstiti del giustizialismo faranno la stessa fine"

Daniele Capezzone, Forza Italia: "Tutto qui? Dopo venti giorni di propaganda televisiva massiccia, Di Pietro, Grillo e soci raccolgono al massimo una medio-piccola curva da stadio, e danno vita ad una inutile chiassata a Piazza Navona. La cosa, peraltro, resterà irrilevante per la stragrande maggioranza degli italiani"

Claudio Fava, Sinistra Democratica: "A Piazza Navona è stata una giornata memorabile. Con una sola malinconica caduta di stile quando Grillo ha deciso di fare il comico ad ogni costo. Gettare nel ventilatore anche il Quirinale non serve nè a questo Paese nè a questa piazza"

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