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Ddl anticrisi 2011, tutte le novità

  • LaPresse

Il discorso del ministro dell'Economia Giulio Tremonti, pronunciato giovedì davanti alle Commissioni Affari costituzionali e Bilancio di Camera e Senato, aveva suscitato molte polemiche all'interno dell'opposizione e non solo. Le misure anti-crisi mirate ad azzerare il deficit in poco più di due anni avevano in realtà trovato la dura critica da parte di molti esponenti politici.

Misure anti-crisi, ecco i punti principali esposti da Tremonti

LA QUERELLE BOSSI-BRUNETTA

Scontri sono avvenuti anche all'interno della maggioranza con il leader della Lega Umberto Bossi che ha pensato prima a tutelare le pensioni considerando gli enti locali in secondo piano: 'Salvi i poveracci che non riescono a mangiare o i Comuni che se la cavano? Bisogna salvare gli enti locali, ma non a costo di affamare i poveracci, perché l’economia si sviluppa dal basso. Non avevo alternativa e mi sento la coscienza a posto, agli enti locali ci penseremo dopo'. La Lega quindi interviene per salvare le pensioni anche contro Renato Brunetta, che viene apostrofato in modo molto diretto da Umberto Bossi: "Nano di Venezia non romperci i coglioni", dopo che anche Tremonti aveva fatto lo stesso poco più di un mese fa.

Il VIDEO in cui Bossi insulta Brunetta alla festa della Lega

Il VIDEO in cui Tremonti dà del 'cretino' a Brunetta

POLEMICA SUL CONTRIBUTO DI SOLIDARIETA'

E' il tema più discusso su cui il premier Silvio Berlusconi ha voluto chiarire la posizione del governo: 'È stato introdotto - ha spiegato il capo del governo - non perché dia grandi introiti, visto che secondo i nostri calcoli darà un gettito di molto meno di un miliardo di euro, ma perché non fossero le classi più disagiate, attraverso magari minor servizi da parte degli enti locali, a dover pagare maggiormente il costo della manovra: è stato quindi introdotto per un fattore di giustizia, per equilibrare i sacrifici. Credo che sia qualcosa che sia giusto avere in questa manovra'. Berlusconi si è però dichiarato aperto ad eventuali modifiche considerata la totale contrarietà da parte dell'opposizione con Casini che ha spiegato come si tratti di 'una tassa talmente iniqua che rende equa la patrimoniale che per quanto odiosa avrebbe tassato i beni veri'.

L'AUMENTO DELL'IVA

In molti stanno cercando di arrivare a modifiche dell'attuale manovra che dovrà essere messa al vaglio del Parlamento. Anche il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, ha charito la necessità di non andare a penalizzare i Comuni: 'La manovra del Governo non è blindata. Credo che il Parlamento debba fare uno sforzo per garantire un taglio dei tagli previsti per le autonomie locali'. Vi è anche un possibile innalzamento dell'aliquota dell'Iva: 'Un punto in più di Iva cambierebbe molto le cose perché sarebbero almeno 5 miliardi in più - spiega il premier Berlusconi - L'Iva aumentata determina una contrazione dei consumi magari non rilevante ma comunque ci sarebbe una contrazione certa dei consumi; inoltre vi sarebbe una maggiore tendenza all'evasione che purtroppo si rafforzerebbe con l'aumento dell'Iva'.

I TAGLI A PROVINCE E COMUNI

Nel decreto varato del Consiglio dei ministri non ci sono solo i contributi di solidarietà addizionali all'Irpef (5% della quota eccedente i 90.000 euro e 10% della quota eccedente i 150.000 euro per i lavoratori dipendenti) ma ci sono anche duri interventi in altri settori. Dalle prossime elezioni, infatti, potrebbe essere concretizzata la soppressione delle province al di sotto dei 300.000 abitanti. Il governo auspica anche la fusione dei Comuni sotto i 1.000 abitanti e la riduzione dei componenti dei Consigli regionali.

Ecco l'elenco completo delle 36 province sotto i 300mila abitanti, comprese quelle delle regioni a statuto speciale, che rischiano di sparire (18 del Pd, 12 del Pdl, 4 della lega, e uno ciascuno di Mpa e Sel).

  • Ascoli Piceno: 214.068 (Pdl)
  • Asti: 221.687 (Pdl)
  • Belluno: 213.474 (Lega)
  • Benevento: 287.874 (Pd)
  • Biella: 185.768 (Lega)
  • Caltanissetta: 271.729 (Mpa)
  • Campobasso: 231.086 (Pdl)
  • Carbonia-Iglesias: 129.840 (Pd)
  • Crotone: 174.605 (Pdl)
  • Enna: 172.485 (Pdl)
  • Fermo: 177.914 (Sel)
  • Gorizia: 142.407 (Pd)
  • Grosseto: 228.157 (Pd)
  • Imperia: 222.648 (Pdl)
  • Isernia: 88.694 (Pdl)
  • La Spezia: 223.516 (Pd)
  • Lodi: 227.655 (Lega)
  • Massa Carrara: 203.901 (Pd)
  • Matera: 203.726 (Pd)
  • Medio Campidano: 102.409 (Pd)
  • Nuoro: 160.677 (Pd)
  • Ogliastra: 57.965 (Pd)
  • Olbia Tempio: 157.859 (Pdl)
  • Oristano: 166.244 (Pdl)
  • Pistoia: 293.061 (Pd)
  • Prato: 249.775 (Pd)
  • Rieti: 160.467 (Pd)
  • Rovigo: 247.884 (Pd)
  • Savona: 287.906 (Pdl)
  • Siena: 272.638 (Pd)
  • Sondrio: 183.169 (Lega)
  • Terni: 234.665 (Pd)
  • Trieste: 236.556 (Pd)
  • Verbano-Cusio-Ossola: 163.247 (Pdl)
  • Vercelli: 179.562 (Pdl)
  • Vibo Valentia: 166.560 (Pd).

LA DURA REAZIONE DELL'OPPOSIZIONE

Il leader del Pd Pier Luigi Bersani, in totale disaccordo con la proposta, rivela un pacchetto di emendamenti per cambiare la manovra per 'far pagare a chi evade e a chi non ha ancora pagato nulla come i possessori dei grandi patrimoni immobiliari'. Molto duro nel suo intervento, Bersani parla della necessità di 'un governo di transizione per affrontare l'emergenza e cambiare la legge elettorale'. Distante dal governo anche l'Udc che nega con forza la possibilità di rientrare nella maggioranza attuale: 'Non esiste questa possibilità - chiarisce Pier Ferdinando Casini - non è nel novero delle cose possibili. Non abbiamo alcuna intenzione di imbarcarci in una maggioranza che certamente ha portato l'Italia nel disastro in cui siamo. Il decreto della manovra? Per noi è invotabile, non è nel novero delle cose possibili. Perché mai dovremo approvarla? È una stangata che la gente per bene non meritava'. Antonio Di Pietro, leader dell'Idv, ha fatto sentire anche la sua voce in merito alla manovra specificando l'obiettivo di agire maggiormente sui costi della politica e la necessità assoluta di interventi più drastici sull’evasione fiscale.

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