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Nucleare, tra i governatori Pdl prevale il no alle centrali

Soltanto ieri il ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, aveva detto che nonostante la preoccupante situazione del Giappone l'Italia non si sarebbe fermata con il programma sul nucleare (leggi la notizia) e oggi, invece, si viene a sapere che la maggior parte dei governatori Pdl sarebbe contraria. A sottolinearlo un articolo de La Repubblica.

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Il governo non vuole fermarsi con il nucleare, ma ora in tanti sembrano aver timori e dubbi. L'anno scorso il governo ha varato un decreto che fissava i criteri di localizzazione delle centrali e dei depositi delle scorie. C'è già una lista di possibili siti e l'obiettivo è far partire i lavori del primo impianto entro il 2013. Ma, è ovvio, ci deve essere il via libera degli enti locali. Un'ipotesi quella del via libera che, di ora in ora, si sta allontanando sempre di più.

A quanto pare, infatti, il fronte dei no sta diventando sempre più compatto. Tutti, tranne Lombardia, Piemonte e Campania, hanno espresso parere negativo. E se il Veneto in un primo momento aveva detto sì al nucleare a patto che venissero apportati alcuni emendamenti, ieri sembra aver espresso una posizione ben diversa.

Il governatore del Veneto, il leghista Luca Zaia, ha infatti affermato: 'Fino a quando ci sarò io è e sarà sempre no all'ipotesi di ospitare una centrale nucleare, il Veneto non ha le caratteristiche necessarie'.

E' pur vero che anche i governatori di Lombardia, Piemonte e Campania sebbene sostengano che le centrali nucleari sono necessarie nel nostro Paese dal momento che c'è un gap di energia da colmare, non sembrano molto propensi a veder sorgere un sito proprio nelle loro Regioni. Il governatore della Lombardia Roberto Formigoni ha detto che la Regione da lui governata è autosufficiente nella produzione di energia; il governatore della Campania Stefano Caldoro (Pdl) ha ricordato che la Campania è una Regione sismica; il governatore del Piemonte, il leghista Roberto Cota, ha affermato che in Piemonte non ci sono le caratteristiche adatte per un nuovo impianto.

Insomma, anche chi si dice a favore del nucleare e sottolinea la necessità di non fare scelte demagogiche o ipocrite sembra non voler prendere in considerazione la possibilità di veder sorgere una centrale sulla propria terra. Nucleare sì, ma non qui.

Non è ben chiaro, ancora, dove potrebbero essere costruite le nuove centrali. Tra i possibili siti si è spesso parlato di Montalto di Castro, al confine tra Lazio e Toscana. Ma l'ipotesi non piace al governatore della Toscana Enrico Rossi, così come al governatore del Lazio Renata Polverini. Rossi si è detto sempre contrario, mentre la Polverini ha affermato: 'Non c'è bisogno di nuove centrali'.

 (foto © LaPresse)

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