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Nucleare, approvata la moratoria di un anno

Ne abbiamo parlato in precedenza. L'Italia ha fatto un passo indietro sul nucleare (leggi la notizia). E adesso il governo propone una moratoria di un anno sul nucleare in Italia. Il provvedimento è stato discusso oggi dal Consiglio dei ministri che, da quanto si apprende, lo ha approvato. Un anno di stop, quindi, agli adempimenti per le procedure per la localizzazione dei siti e delle centrali.

La dichiarazione di moratoria, che è stata annunciata dal ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani, non riguarderà la parte relativa al deposito delle scorie radioattive, come prevede il decreto legislativo 31 del 2010.

E' stato lo stesso Romani a rendere nota la proposta intervenendo ieri alla Commissione Ambiente e Attività Produttive del Senato. L'allarme proveniente dal Giappone ha profondamente scosso l'opinione pubblica e procedendo sulla strada del nucleare il calo di consensi sarebbe stato certo. Meglio quindi una 'pausa di riflessione'.

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Ma l'opposizione sembra non condividere questa 'moratoria di un anno'. Il senatore del Pd Francesco Ferrante ha spiegato: 'Comunque vada sarà un pasticcio, ma anche il funerale del nucleare. E' impensabile che tra un anno, quando tutto il mondo avrà fatto un passo indietro sull'energia atomica l'Italia decida di andare avanti in perfetta solitudine'.

E il leader dell'Italia dei Valori Antonio Di Pietro ha detto: 'Non può esserci moratoria che tenga e che possa fermare il referendum perché delle due l'una: o il governo cancella la norma che consente la costruzione di centrali nucleari sul territorio italiano o la mantiene. Ma la moratoria di un anno è un chiaro raggiro che serve a scavallare la data del referendum. Insomma, l'unico vero scopo del governo è quello di fermare il temuto verdetto dei cittadini. L'Italia dei Valori, promotrice del quesito referendario, andrà avanti con la sua battaglia contro quest'energia obsoleta, dannosa per la salute e per il territorio che riempie solo le tasche delle solite lobby economiche'. Le parole di Di Pietro sono chiare, il referendum non può e non deve essere fermato.

 (foto © LaPresse)

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