Excite

Nucleare, l'Italia va avanti

Mentre il Giappone teme il disastro, in Italia si riapre il dibattito sul nucleare. E, nonostante le preoccupanti notizie che arrivano dall'altra parte del mondo, il nostro Paese non fa alcun passo indietro. Il ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo ha detto: 'La linea italiana rispetto al programma nucleare chiaramente non cambia, seguiamo la situazione in Giappone senza nessuna sottovalutazione. Ma neanche si deve speculare: non era ancora finito l'effetto dello tsunami che già in Italia gli antinuclearisti sfruttavano la catastrofe a fini domestici, questo è sciacallaggio politico; non abbiamo centrali nucleari per una scelta sciagurata compiuta con il referendum del '87, sull'onda emotiva della tragedia di Chernobyl. Ne continuiamo a pagare ancora oggi il costo, un'energia più cara del 30 per cento rispetto agli altri'.

Tutte le notizie sul terremoto in Giappone

A parere del ministro dell'Ambiente l'opposizione ha strumentalizzato la tragedia giapponese. Strumentalizzazione o no, quel che è certo è che le notizie provenienti dal Giappone sono tutt'altro che tranquillizzanti.

La Prestigiacomo però parla chiaro. L'Italia andrà avanti con il programma sul nucleare. Parlando a 'Radio Anch'io', il ministro ha detto: 'Se Germania e Svizzera frenano sul nucleare è perché hanno già delle centrali, in Germania mi sembra 17, e 4-5 sono molto vecchie. L'Italia invece non ha centrali nucleari e ne avrà di molto più moderne rispetto a quelle del Giappone, della Francia e della Germania. Siamo tutti molto preoccupati e non c'è la minima sottovalutazione, ma non bisogna fare analogie tra situazioni profondamente diverse'.

A proposito poi del referendum di giugno la Prestigiacomo si augura che non ci sia alcuna ondata di emotivà. 'Sarebbe un modo irrazionale di affrontare un problema - ha detto il ministro - Bisogna spiegare cos'è il nucleare oggi perché l'Italia ha davvero un'opportunità avvalendosi delle tecnologie più innovative, 100 volte superiori a quelle del Giappone'. E ha aggiunto: 'Le fonti rinnovabili sono energie da sviluppare, ma immaginare che a breve tutta l'energia possa essere prodotta da fonti rinnovabili è irrealistico'.

Nel frattempo il leader dell'Idv Antonio Di Pietro, che è contro il nucleare e spera nell'esito del referendum, ha chiesto al governo 'di rivedere immediatamente la scelta di realizzare nuovi impianti di produzione di energia nucleare in Italia'. Di Pietro ha affermato: 'Mentre tutta l'Europa s'interroga sulle scelte nucleariste, il governo italiano persegue la sua politica in perfetto isolamento, visto che il nucleare sicuro in Italia e nel mondo non esiste. Ci auguriamo che il governo si fermi in tempo, altrimenti saranno i cittadini a bloccare questa follia suicida'.

Chi, invece, è favorevole al nucleare e dopo il disastro del Giappone non ha cambiato idea è il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini. 'Non ho cambiato idea - ha detto Casini - credo che la politica stia morendo in Italia per la demagogia e perché cavalchiamo le paure della gente. Così però non riusciamo ad essere seri. In Giappone sono saltate raffinerie, impianti chimici, tubature del gas e migliaia di tonnellate di rifiuti tossici navigano per il Giappone, però noi pensiamo solo ai problemi del nucleare. Sono crollate anche delle dighe, e allora che facciamo? Non costruiamo più dighe?'.

 (foto © LaPresse)

politica.excite.it fa parte del Canale Blogo News - Excite Network Copyright ©1995 - 2016