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Nunzia De Girolamo, ipotesi dimissioni per le telefonate sugli appalti all'Asl: "Stronzi, qui comando io"

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Si difende con una nota consegnata alla stampa il ministro delle Politiche Agricole, al centro di pesanti polemiche dopo la pubblicazione sul Fatto Quotidiano di documenti esclusivi ed intercettazioni telefoniche di colloquio confidenziali inerenti all’inchiesta in corso a Benevento, dove Nunzia De Girolamo al momento non risulta indagata.

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"Str..., qui comando io", aveva intimato al telefono la De Girolamo a colloquio con un manager dell'Asl di Benevento, interessato alle decisioni sugli appalti da assegnare ad amici e parenti aggregati a quello che i magistrati hanno successivamente definito una sorta di "direttorio politico e criminale" in grado di condizionare ogni nomina e destinazione di risorse e finanziamenti alla sanità locale, dalla scelta dei singoli dirigenti fino all'assegnazione all'uno o all'altro dei soggetti interessati dell'ambita licenza per il bar interno all'ospedale pubblico.

Il pm Tartaglia Polcini ha interpellato la Guardia di Finanza per individuare eventuali profili di reato risultanti dagli atti acquisiti nelle ultime settimane dalla procura campana, ma a livello politico sulla giovane esponente del Nuovo Centrodestra pesano come un macigno le frasi finite sui giornali in queste ore, tanto da indurre la diretta interessata a valutare l’ipotesi delle dimissioni.

“Il mio mandato è sin dal giorno dell’insediamento del governo nelle mani del presidente del Consiglio, si difende l’ex dirigente del Pdl nel comunicato diffuso oggi in risposta alle accuse rimbalzate prepotentemente sui principali media nazionali nel fine settimana.

Nunzia De Girolamo non sembra aver alcuna intenzione di alzare bandiera bianca facendosi da parte senza reagire, come dimostrano le recenti sortite tra il pubblico e il privato, non ultimo il laconico e colorito messaggio di testo inviato al fondatore dell’Udeur Clemente Mastella:Sei una m… e ci vediamo in tribunale”, aveva scritto ma ministra al vecchio alleato, che a sua volta aveva denunciato alla stampa il metro di giudizio diverso nei confronti della parlamentare di centrodestra, rispetto a quello utilizzato dai giornali negli anni scorsi in merito alle pratiche “clientelari” della famiglia politicamente più in vista di Ceppaloni e del beneventano.

La patata bollente del caso De Girolamo potrebbe, a conti fatti, passare nei prossimi giorni in mano al capo dell’esecutivo, come auspicato piuttosto esplicitamente dalla stessa deputata, eletta in Campania nelle fila del Popolo della Libertà alle scorse elezioni politiche nazionali e promossa a capo del dicastero dell’Agricoltura in occasione della nascita del governo delle larghe intese all’inizio della legislatura attuale.

Se da un lato l’autodifesa dalle ombre su appalti truccati alle Asl e favoritismi nella scelta di dirigenti pubblici dell’illustre rappresentante del Ncd di Alfano ha tutte le caratteristiche del contrattacco (“sono vittima di un linciaggio senza precedenti e di registrazioni abusive, ha infatti detto Nunzia De Girolamo), dall’altro la exit strategy delle dimissioni in tempi brevi appare una delle opzioni meno lontane a disposizione del ministro.

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