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Nunzia Stolder, figlia di un camorrista e candidata del Pdl

Tra le fila di uno schieramento del Pdl che corre per le municipali di San Lorenzo Vicaria in provincia di Napoli, c'è un nome destinato a far discutere. Della coalizione di centrodestra che sostiene la candidatura a sindaco di Gianni Lettieri fa infatti parte Nunzia Stolder, il cui cognome evoca immediatamente il clan capeggiato da Raffaele, gli Stolder appunto, che a Forcella era il simbolo del potere mafioso. Una sfortunata omonimia? Purtroppo no, come spiega l'interessata in una lunga intervista al Corriere della Sera.

"Io ho seguito una strada completamente diversa da quella della mia famiglia e chiedo di essere giudicata per quello che sono, non per cognome che porto" racconta la signora Nunzia, che del famigerato Raffaele è proprio la figlia. Un'eredità pesante, la sua, che tuttavia non le ha impedito di candidarsi già nel 2006 con Forza Italia alla Municipalità e di essere eletta con 206 preferenze, nonostante l'aperta opposizione di alcuni compagni di partito e una stampa giudicante e avida di sensazionalismo : "pensi che i suoi colleghi chiamavano a casa nel cuore della notte, mi braccavano perfino mentre accompagnavo a scuola i miei figli. Fu un calvario. Ho resistito perché non ho nulla da nascondere e perché chi mi conosce sa bene di che pasta io sia fatta".

Certo, l'ultimo arresto del padre nel 2009 per rapina a mano armata ai danni di due ucraini e il recente funerale della zia, Amelia, con tanto di bara portata da una grande carrozza trainata da sei maestosi cavalli neri, non sono esattamente la campagna elettorale che tutti i politici vorrebbero - le immagini della processione funebre per i vicoli di Forcella hanno fatto il giro del mondo - eppure la signora Nunzia è convinta che più dei legami di sangue per lei possano parlare i fatti: "il mio riscatto personale è il riconoscimento delle persone per quel che ho fatto, prima nell’ambito delle associazioni, poi da consigliere municipale. Per esempio, l’impegno per riqualificare l’area dell’ospedale dell’Annunziata, il tentativo di fare istituire seri corsi di formazione professionale per fabbri, pizzaioli, artigiani", sottolineando anche con fermezza di avere interrotto i rapporti con il padre da anni.

Una decisione, quella di prendere una strada diversa dal resto della famiglia, maturata quando era molto giovane, come racconta lei stessa: "mi sono diplomata in ragioneria e dieci anni fa ho sposato mio marito, col quale conduco adesso un’agenzia di viaggi. Vivo con lui da tempo. Sono andata via da casa dei miei genitori all’inizio degli anni novanta. Ero una ragazzina" e della quale è fiera, nonostante la gran parte della gente con cui ha che fare non creda veramente alla sua estraneità dalla "famiglia": "mi hanno definito lady camorra, hanno detto che ero la candidata del clan. Fui attaccata da un ex assessore regionale che oggi è rinviato a giudizio per una vicenda infamante. Immagino che qualcuno ripeterà quelle accuse nei miei confronti anche ora, che mi propongo per la seconda volta. Porto un cognome che è una condanna, ma vado avanti. Io non ho mai conosciuto l’aula di un tribunale, non ho mai avuto neppure una multa. Ci sono candidati, invece, alle Municipalità come al Comune, che sono coinvolti in indagini per reati pesanti, per vicende gravi" dice, riferendosi ad alcuni personaggi dalla reputazione non esattamente immacolata.

Ma quanto coraggio ci va a fare una scelta come la sua? E soprattutto, è possibile per un ragazzo sfuggire agli artigli della camorra? "Il fatto è che non ci sono opportunità per i giovani, non c'è occupazione" ammette amareggiata la signora Nunzia, spiegando che per dissuadere bambini e adolescenti dall'entrare in un clan lei non avrebbe problemi a dire chiaramente che cos'è la camorra: "una linfa cattiva, che non porta da nessuna parte. Rovina il futuro di chi aderisce a un clan e di chi gli vuole bene. Chi naviga in quelle acque magari vive nel lusso per qualche anno, ma alla fine sconta tutto. Meglio pane ed acqua da operaio, che caviale e champagne da camorrista" aggiungendo che "però, bisogna anche creare le opportunità affinché un giovane si guadagni il pane ed acqua". E forse lei, con la sua determinazione, riuscirà a trovare il modo di offrirle, queste opportunità.

 (foto © LaPresse)- Foto: corrieredelmezzogiorno.corriere.it

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