Excite

Nuove liberalizzazioni, ecco cosa cambia

Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al pacchetto Bersani sulle liberalizzazioni che, a detta del ministro, si concentrerà su 4 punti cardine: "rendere migliore la vita di tutti i giorni, semplificare l'accesso dei giovani alle attività economiche, favorire la crescita economica e occupazionale, rendere l'Italia più competitiva nel mondo".

Il decreto legge approvato consta di 12 articoli. Vediamoli in dettaglio.

Stop ai prezzi dei carburanti e ai costi aggiuntivi delle ricariche telefoniche. Semplificazione delle procedure di creazione di un'impresa.

Attivati provvedimenti su mutui, obbligo di evidenziare la data di scadenza degli alimenti, semplificazione della cancellazione delle ipoteche e snellimento delle procedure burocratiche per intraprendere alcuni mestieri.

Approvata anche la proposta del ministro Di Pietro di revocare gli affidamenti per i lavori della Tav non ancora iniziati e la messa in gara di questi ultimi.

Avviate norme a tutela del consumatore per l'acquisto della prima casa, con la possibilità di estinzione anticipata dei mutui immobiliari senza penale e la possibilità di trasferire il mutuo da una banca all'altra senza l'obbligo di sostenere costi aggiuntivi a quelli tecnici.

Introduzione della portabilità della targa delle auto (una targa personalizzata che viene conservata dal proprietario al cambio di ogni vettura).

A fianco alla legge, è stata pubblicata una bozza del disegno di legge che dovrà essere approvata dal Parlamento.
Fra le liberalizzazioni incluse in esso ricordiamo: vendita della benzina negli ipermercati, sgravi fiscali per favorire la capitalizzazione delle imprese, introduzione dello sportello unico per le imprese, abolizione del Pra e snellimento delle procedure per immatricolazioni e i passaggi di proprietà, abolizione della clausola di massimo scoperto nei contratto di conto corrente, vendita dei giornali anche fuori dalle edicole e apertura di cinema limitrofi a sale giá esistenti.

Le reazioni sono state molto differenti.
Romano Prodi ha accolto con soddisfazione il decreto, considerato "una misura di straordinaria importanza che cambia la faccia al Paese, liberano l’economia dai lacci e lacciuoli mettendo al centro il cittadino e il consumatore".

"Sono molto soddisfatto", ha dichiarato il vicepremier Rutelli. "Il provvedimento è forte e convincente. E ci permette di tagliare il traguardo più importante che ci eravamo dati a Caserta e di farlo in modo condiviso".

"Le reazioni ci saranno", chiosa Bersani, "ma noi parleremo con tutti. Bisogna trovare il modo di cambiare con tranquillità. Il senso di questo provvedimento - ha spiegato Bersani - è volerci bene come cittadini e consumatori, avere il senso dei diritti, semplificare la vita e capire che la lotta all'evasione è un diritto dei cittadini onesti. Bisogna cambiare mentalità".

I benzinai, invece, hanno reagito con sconcerto alla nuova ondata di liberalizzazioni, proclamando uno sciopero di due settimane."Sono stati decisi 14 giorni di chiusura", annunciano le tre associazioni di categoria dei gestori, Faib/Aisa-Confesercenti, Fegica-Cisl e Figisc/Anisa-Confcommercio.
I primi due giorni dello sciopero di due settimane scatteranno il 7 e l'8 febbraio prossimi.
Le altre chiusure potrebbero scattare nei "giorni che vanno dal 25 febbraio al 3 marzo e dal 25 marzo al 3 aprile".

Nell'opposizione l'ex ministro Gianni Alemanno critica l'approvazione del decreto, giudicato "un riformismo debole rivolto contro le categorie piu' deboli. Nella lista di Bersani emergono, infatti, soltanto degli interventri di deregulation che colpiscono le categorie di lavoratori piu' deboli, ma nulla contro i veri poteri forti che dovrebbero essere colpiti dalle liberalizzazioni".

Anche Gianfranco Fini è molto duro: "La montagna ha partorito il topolino perchè in Italia ci sono, solo a livello municipale, quasi 900 societa' per azioni a capitale prevalentemente pubblico che operano nel settore dei servizi e delle utilities. Costano al contribuente 25 mld di euro l'anno. E' da li' - ha concluso Fini - che bisogna partire per vere liberalizzazioni e privatizzazioni, non dai barbieri o dagli edicolanti".

politica.excite.it fa parte del Canale Blogo News - Excite Network Copyright ©1995 - 2016