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Nuovi missili nucleari per la Russia, Putin avvisa la Nato: "Basta provocazioni, ci difenderemo"

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“Si vis pacem, para bellum” recitava un antico motto latino assai caro agli strateghi politici e militari dell'era moderna: sembra questo il senso dell'avvertimento di Vladimir Putin alla Nato, nel giorno dell'annuncio di 40 nuovi missili nucleari aggiunti dalla Russia al proprio arsenale difensivo.

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La fine della guerra fredda e della divisione del mondo in due blocchi contrapposti sembra una storia lontana, da archiviare di fronte all'ennesima escalation negativa (al momento solo sul piano diplomatico) che vede Mosca da una parte, Washington e Bruxelles dall'altra.

Alla base di una crisi ormai evidente, il conflitto in Ucraina e i risvolti geopolitici dell'instabilità nell'area cuscinetto tra Europa e Federazione Russa, con sullo sfondo battaglia non dichiarata per il controllo delle risorse energetiche.

“La Nato si avvicina alle nostre frontiere, noi rispondiamo” ha precisato il numero uno del Cremlino, cogliendo l'occasione di un discorso ufficiale a margine dell'incontro col presidente della Finlandia Sauli Niinisto per lanciare un messaggio tutt'altro che distensivo ai convitati di pietra del confronto.

(L'avvertimento di Putin alla Nato: missili nucleari per difendersi da attacchi esterni)

Obiettivo principale della mossa del leader russo, il preavviso di sfratto alle truppe americane inviate dal Pentagono ufficialmente a difesa dei Paesi Nato vicini alla Federazione guidata da Vladimir Putin, mentre in Ucraina i venti di guerra continuano a soffiare prepotentemente.

I quaranta missili nucleari in dotazione all'esercito della Russia, secondo gli esperti internazionali di armamenti, hanno un potenziale balistico intercontinentale in grado di sfuggire efficacemente al controllo dei radar e dei sistemi difensivi più avanzati, trattandosi di testate ad elevato tasso di elaborazione tecnologica.

Il potenziamento dell'arsenale bellico è stato confermato dal ministro Anatoly Antonov, fermo sulla linea del braccio di ferro con gli Stati Uniti per le tensioni nel Baltico e pronto a prendere iniziative anche clamorose in caso di provocazioni della controparte.

Non si è fatta attendere la replica della Nato, che poche ore fa attraverso il segretario generale Jens Stoltenberg ha espresso preoccupazione per lo “schema aggressivo” della Russia e per il “tintinnio di sciabole pericoloso” proveniente da Mosca.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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