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Obama: 'La guerra in Iraq è finita'

Da presidente a presidente. Nel maggio 2003, George W. Bush parlava di guerra in Iraq. Oggi tocca a Barack Obama ufficializzarne la chiusura dallo Studio Ovale.

Qualche ora fa, il presidente ha comunicato dalla nota location appena rinnovata - nuove sedie, tavolino, carta da parati e tappeto con iscrizioni di ex presidenti e di Martin Luther King - la fine della missione di combattimento americana in Iraq. E adesso non resta che voltare pagina e puntare l'attenzione al rilancio dell'economia statunitense.

Truppe americane via dall'Iraq

Un più che mai atteso discorso quello che Obama ha regalato agli americani. 'Oggi annuncio che la missione di combattimento in Iraq è terminata. L'operazione Iraqi freedom è conclusa, e gli iracheni sono ormai responsabili della sicurezza del loro paese. Abbiamo ritirato quasi 100.000 soldati americani dall'Iraq - ha sottolineato l'inquilino della Casa Bianca - abbiamo chiuso centinaia di basi o le abbiamo trasferite agli iracheni'. Quando Barack era giunto alla Casa Bianca, 140 mila erano i soldati in Iraq. Adesso, meno di 50 mila.

D'altronde Obama, la promessa, l'aveva fatta durante la campagna elettorale per le presidenziali. E l'ha mantenuta. Ricordando che l'America ha pagato un prezzo enorme in Iraq - più di 4.400 soldati USA sono morti dalla prima invasione (marzo 2003) voluta dal suo predecessore George W. Bush - Obama ha invitato le autorità irachene a trovare un accordo politico per la formazione del nuovo governo. E che ciò avvenga il più presto possibile. 'Il nostro compito più urgente - ha continuato poi il presidente - è rilanciare la nostra economia e creare lavoro per milioni di americani che lo hanno perso'.

Ma la parola vittoria, in questo momento, non esiste seppur 'i militari americani hanno compiuto ogni missione che gli è stata data. Hanno sconfitto un regime che terrorizzava la sua gente, hanno protetto gli iracheni, addestrato le forze irachene e eliminato i capi dei terroristi. Grazie a loro l'Iraq ha l'opportunità di abbracciare un nuovo destino'.

Nel dettaglio, il ritiro delle truppe americane dall'Afghanistan comincerà nell'estate del 2011 anche se il tutto 'sarà determinato dalla situazione sul campo e il nostro sostegno all'Afghanistan continuerà'. Di certo il 2010 resterà l'anno più sanguinoso per le truppe americane in Afghanistan e i numeri fanno rabbrividire. Nel solo mese di agosto, 56 militari statunitensi hanno perso la vita.

(foto © LaPresse)

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