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Gli USA non mostreranno le foto di Osama morto

Dopo ore di incertezza, durante le quali sembrava che alla fine almeno una foto di Osama Bin Laden morto sarebbe stata resa nota al pubblico - "le foto sono troppo cruente ma almeno una sarà pubblicata, anche se non si sa quando" aveva affermato Leon Panetta, capo della Cia - ieri in serata il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha definitivamente chiuso la questione annunciando che nessuna immagine sarà diffusa. Troppo cruente, la motivazione: "è molto importante che fotografie atroci di qualcuno a cui è stato sparato in testa non siano messe in circolazione come strumenti di propaganda. Non esibiamo questo genere di cose come trofei" ha commentato il portavoce della Casa Bianca, Jay Carney, che in una precedente conferenza stampa aveva definito le foto "raccapriccianti" e "potenzialmente incendiarie".

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La preoccupazione della Casa Bianca, condivisa dall'intelligence, è che immagini dello sceicco del Terrore sfigurato da un colpo d'arma da fuoco che gli ha fatto esplodere metà faccia possano mettere a rischio la sicurezza nazionale e i soldati americani di stanza in Medioriente. Tuttavia, pochi minuti dopo l'annuncio di Obama, la Reuters - agenzia di stampa tedesca - ha diffuso quattro fotografie di tre persone uccise durante il raid dei Navy Seals ad Abbottabad. Le immagini mostrano i cadaveri in un lago di sangue e grazie alla data - 2 maggio 2011 - e a due orari - 2.30 e 2.39 ora locale pachistana - collocano con certezza la morte degli uomini ritratti durante il blitz, testimoniando la violenza del combattimento che si è svolto all'interno del compound.

Un'ulteriore conferma per la diplomazia statunitense della bontà della decisione di non diffondere immagini del capo di Al Quaeda senza vita, anche se i parlamentari che hanno avuto la possibilità di vedere le foto sono divisi sulla scelta. Se da una parte infatti il repubblicano Mike Ross ha auspicato che non siano mai fatte circolare - "Osama non è un trofeo, è morto: concentriamoci piuttosto sulla missione fino a che Al Qaeda non sarà eliminata" - dall'altra il suo compagno di partito Saxby Chambliss, pur giudicandole cruenti, non le ha ritenute così choccanti: "mostrano quel che ci si può aspettare di qualcuno che è stato colpito da un proiettile alla testa, non è niente di bello da vedere" e ha affermato che per lui sarebbe opportuno diffonderle "ufficialmente" prima che lo facciano fonti non autorizzate e non controllabili: "un giorno o l'altro verranno pubblicate, la questione è sapere se lo dovremo fare noi secondo le nostre regole o lasciare che sia qualcun altro a farlo". Opinione condivisa anche dalla senatrice repubblicana Kelly Ayotte: "Bin Laden è una figura conosciuta e dalla foto si capisce che è lui. Nessuno vuole vedere foto che disturbano, ma credo anche che sia importante finirla con la teoria del complotto".

Un dibattito che, alla luce dell'annuncio di Obama, sembra ormai sterile, anche se nella delicata situazione che si è venuta a creare dopo la morte di Bin Laden i colpi di scena non possono essere esclusi a priori. Non si placano infatti le polemiche sulla dinamica del blitz e sui "punti oscuri" che lo caratterizzano. L'ultima notizia uscita parla di un black out di circa 20-25 minuti durante i quali anche lo staff presidenziale e lo stesso Leon Panetta sarebbero stati "esclusi" da ciò che stava accadendo nel compound. Senza contare le accuse della figlia di Osama - "mio padre è stato catturato vivo e ucciso in seguito" - e il fatto che lo sceicco saudita fosse disarmato e per questo non ha risposto al fuoco. Ma alla luce del risultato ottenuto, gli americani e Leon Panetta in primis non vogliono cedere alle illazioni: il capo della Cia ha stroncato ogni possibile contestazione affermando che "il commando era autorizzato a uccidere" e ha lasciato intendere che il blitz è stato fatto al momento giusto perché, a quanto pare, Bin Laden si sentiva braccato e stava progettando la fuga. Secondo quanto rivelato da alcuni funzionari dell'intelligence Usa in un briefing a Capitol Hill infatti il capo di Al Quaeda aveva con sè 500 dollari e un foglietto con due numeri di telefono cucito nei vestiti.

 (foto © Reuters)

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