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Obama-Romney, primo dibattito in tv: vince il repubblicano

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Attesissimo, ieri sera nella Magness Arena dell'Università di Denver si è svolto il primo dibattito televisivo tra Barack Obama e Mitt Romney e ad avere la meglio è stato il repubblicano ex governatore del Massachusetts. "Sono sempre gli sfidanti a vincere il primo duello tv, e Romney è un candidato bene allenato" ha commentato il principale consigliere del presidente, David Axelrod, ma l'impressione condivisa dai più è che Obama nel faccia a faccia sia stato rinunciatario e troppo sulla difensiva.

Obama-Romney, il dibattito in tv completo

Per diversi addetti ai lavori si è trattato di "strategia": il presidente ha scelto di interpretare alla lettera il 'galateo' dell'inquilino della Casa Bianca, evitando attacchi personali - invero non utilizzati neppure da Romney - non alzando i toni e guardando raramente in faccia l'avversario, parlando quasi esclusivamente in favore di telecamera, ma il primo sondaggio diffuso alla fine del dibattito, quello della Cnn, non ha premiato la sua tattica: per il 67% degli interpellati, infatti, il confronto è stato vinto da Romney, mentre solo il 25% ha detto che ad avere la meglio è stato Obama.

L'ex governatore del Massachusetts è partito subito all'attacco, accusando il presidente di aver "ingigantito la spesa pubblica" e aggiungendo velenosamente che "aumentare le tasse per ridurre il deficit è una ricetta applicata dagli spagnoli che qui in America non funziona". Poi ha puntato il dito sulla drammatica situazione occupazionale degli USA, dove 13 milioni di persone non riescono a trovare lavoro, e sull'inadeguata strategia proposta da Obama per far ripartire l'economia: "Più spese, più imposte e più regole". Il miliardario Romney, l'uomo che ha definito "pigri e vittimisti" il 47% di americani che non paga la tassa federale sul reddito, è quindi riuscito a far passare Obama per amico delle grandi Banche, "perché la sua legge di riforma dei mercati rende impossibile il fallimento dei colossi di Wall Street, li aiuta a spese del contribuente e a scapito delle piccole imprese".

Romney sfida Obama: "Ha fallito"

Decisioni sbagliate, errori, che il candidato repubblicano promette di correggere puntando sul disimpegno del governo federale, sulla riduzione di tasse e regole, sul contenimento del deficit e su una strategia di rilancio economico che si basa sull'indipendenza energetica, su un aumento degli scambi commerciali e una parallela linea dura con la Cina e sull'appoggio alle piccole e medie imprese. E a questo proposito ha detto che il presidente "ha travisato tutte le mie proposte" e ha affermato - con una discreta faccia tosta, considerate le precedenti uscite - di voler "ridurre le deduzioni sui privilegiati per poter abbassare il prelievo sul ceto medio".

Insomma, dichiarazioni che avrebbero permesso a Obama di mettere all'angolo l'avversario più di una volta, ma che invece il presidente non ha saputo (o voluto?) usare a proprio favore. L'inquilino della Casa Bianca ha incassato, ha abbozzato, e solo in un paio di occasioni ha attaccato l'avversario, come per esempio quando ha parlato dell'idea di Romney di trasformare il Medicare (assistenza sanitaria pubblica agli anziani over 65) in un sistema privato o ha affermato, rivolgendosi alla platea, che il piano taglia deficit del repubblicano "finirete per pagarlo tutti voi, la maggioranza dei lavoratori, coi tagli alla scuola e la privatizzazione della sanità".

Obama: "Yes we can, ma ci vorrà tempo"

Per gli analisti il fatto che Obama, solitamente così 'mediatico', abbia 'bucato' la prima uscita televisiva è motivo di riflessione: il presidente ha in mente qualcosa? C'è una specifica strategia dietro al suo comportamento di ieri? Le parole di Axelrod, che al termine del dibattito ha dichiarato: "Questa sera gli americani hanno conosciuto meglio Mitt Romney", come a dire: "E hanno sentito e visto tutte le contraddizioni del suo piano di governo", lascerebbero credere di sì, ma intanto la 'sconfitta' di ieri potrebbe aver ridotto il vantaggio - già minimo, 49% a 46% - del presidente sullo sfidante. La risposta arriverà nei prossimi faccia a faccia, il 16 ottobre a New York e il 22 in Florida. Mentre l'11 ottobre, in Kentucky, a duellare saranno i due vice, Joe Biden e Paul Ryan.

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