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Obama-Romney, secondo dibattito: vince il presidente

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Secondo appuntamento nella sfida televisiva tra Barack Obama e Mitt Romney. Questa volta i duellanti si sono incontrati alla Hofstra University di New York per il dibattito aperto al pubblico, con 80 cittadini selezionati in modo casuale dalla Gallup tra gli elettori incerti (qui della contea di Nassau) per porre ai candidati alla Casa Bianca le domande 'dell'uomo comune': lavoro, tasse ed economia in primis, ma anche armi, energia verde, immigrazione e politiche a favore delle donne.

Obama-Romney, il video integrale del secondo dibattito in tv

Un dibattito attesissimo, dopo la vittoria della volta scorsa di Romney, che ha visto Obama scendere in campo decisamente agguerrito e lasciando da parte quel 'galateo presidenziale' che nell'ultimo incontro gli è costato la sconfitta. Stavolta l'inquilino della Casa Bianca ha mostrato i muscoli e ha restituito all'avversario tutte le 'sberle' incassate a Denver.

E il primo affondo parte proprio da lui. La moderatrice Candy Crowley, della Cnn, non finisce neppure di presentarli che Obama attacca Romney sull'auto, accusando i repubblicani di aver voluto la bancarotta, "mentre noi abbiamo creato posti di lavoro". Romney tenta una risposta, ma il presidente colpisce di nuovo: "Il governatore elenca sempre i suoi cinque punti del programma, ma in realtà ne ha uno solo: far pagare meno tasse ai ricchi".

Obama vs Romney, il primo dibattito tv lo vince il repubblicano

Insomma, è chiarissimo che Obama non ha intenzione di giocare in difesa, anzi, e fin dall'abbigliamento - con cravatta rossa 'd'attacco' - e dalla gestualità, l'inquilino della Casa Bianca fa capire la sua strategia: far confondere Romney, fargli fare quelle "giravolte" che l'hanno portato a contraddirsi (e sbugiardarsi) in più d'una occasione. E mentre i due camminano sul palco dell'Auditorium - contravvenendo alle regole del dibattito - incrociandosi e parlandosi vis à vis, ci riesce. Prima sulla Cina, fulminando il repubblicano che lo accusa di essere "un manipolatore di valuta": "Romney investe in aziende che creano dispositivi elettronici per spiare i cittadini, mentre in passato aveva investito in aziende che creavano posti di lavoro in Cina" e poi su Bengasi. E proprio questo è lo spartiacque che decreta la vittoria del presidente.

Mancano 15 minuti alla fine dei 96 previsti dal 'match' e Romney chiede a Obama di rispondere del fatto di non essere riuscito a garantire la sicurezza dell'ambasciatore Chris Stevens a Bengasi e quindi lo attacca accusandolo di non aver parlato di "atto terroristico" nel "discorso pronunciato alla Casa Bianca il 12 settembre". E se in quel momento avesse suonato una sirena, non avrebbe comunque potuto sottolineare di più l'epic fail del repubblicano. Obama infatti dopo essersi assunto la piena repsonsabilità sull'accaduto - "Hillary Clinton ha fatto un ottimo lavoro, ma lei lavora per me: sono io responsabile" - 'secca' l'avversario: "Ma davvero? Andiamo a vedere la trascrizione del testo...".

La moderatrice conferma: "Lo ha detto nel giro di 24 ore" e anche se da una verifica emergerà che in realtà il presidente ha dichiarato che l'America non si sarebbe fatta intimidire da "trame terroriste", a quel punto è 'un uomo solo al comando'. Romney è sconfitto (i sondaggi della Cnn dicono al 39% contro il 46% di Obama), ma il presidente affonda ancora un colpo. Basso. A 15 secondi dalla fine, quando l'avversario non può più replicare, Obama finalmente si ricorda della 'gaffe' di Romney e chiude il suo intervento dicendo: "Romney ha detto che il 47% degli americani si sente vittima: non gli si può credere".

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