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Obama sconfitto alle elezioni di "Midterm": terremoto politico al Congresso Usa, democratici ko

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Le urne delle elezioni di “Midterm” negli Usa puniscono il Capo di Stato a stelle e strisce Barack Obama, con un risultato duro da digerire per l’intero establishment del Partito Democratico.

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Camere saldamente in mano ai Repubblicani, arrivati senza problemi all’annunciato sorpasso nei confronti dell’ex maggioranza, scalzata in entrambi i rami del Congresso nonostante l’illusione della rimonta coltivata nelle ultime settimane dal numero uno della Casa Bianca.

A partire dal gennaio del nuovo anno, quando i neoletti prenderanno ufficialmente il posto dei colleghi in scadenza di mandato, una buona parte degli atti politicamente più significativi del Presidente americano passeranno per le forche caudine del Senato oltre che della House, quest’ultima già sotto controllo del Grand Old Party, con Mitch McConnel e John Boehner nelle vesti di leader parlamentari.

Capitol Hill potrà così bocciare o condizionare pesantemente, in virtù dei 7 seggi di differenza rispetto ai rivali, le riforme promosse dall’amministrazione democratica, spesso boicottate dagli esponenti di vario livello del Partito Repubblicano dagli scranni della Camera sin dal 2010, data del primo “flop” presidenziale alle urne di metà mandato per il rinnovo del Parlamento Usa.

(Elezioni di metà mandato, flop dei democratici: Obama perde maggioranza al Senato)

Tra le possibili conseguenze di questo traumatico ko elettorale di Obama, l’impasse istituzionale per il probabile blocco delle designazioni sia di membri della squadra di governo che dei magistrati di nomina politica, mentre per lo stesso motivo altrettanto delicata sarà la gestione degli interventi in materia economica e fiscale.

Una maggioranza così ampia non si era mai registrata negli Stati Uniti dal 1928, con un Capo di Stato espressione del Democratic Party messo all’angolo dall’elettore medio e costretto a restare nel suo “fortino” alla White House fino alla fine della legislatura, prigioniero almeno per altri due anni di numeri impietosi.

Lunga è ancora la strada verso le Presidenziali del 2016, appuntamento dall’esito tutt’altro che scontato in assenza di una figura “forte” spendibile dai Repubblicani contro Hillary Clinton o un altro aspirante successore (magari di area più progressista) di Barack Obama.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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