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Obama: "Yes we can, ma ci vorrà tempo"

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Non più "I will", ma "I want". Il senso della campagna elettorale di Barack Obama è tutto qui: nel discorso di chiusura della convention democratica di Charlotte, il presidente uscente ha scelto di presentarsi agli elettori offrendo non promesse, ma realtà. Una realtà dura, ma che sotto la sua guida l'America e gli americani possono cambiare: "Non faccio finta che la strada che vi indico sia veloce o facile. I nostri problemi possono essere risolti, le nostre sfide vinte".

Michelle Obama: "Barack ha vissuto il sogno americano"

"Non mi avete eletto per dirvi quello che volete sentirvi dire, mi avete eletto per dirvi la verità. E la verità è che ci occorre più di qualche anno per risolvere sfide che si sono accumulate per decenni" ha detto Obama, spiegando che "come cittadini dobbiamo capire che l’essenza dell'America non è in quello che può essere fatto 'per' noi, ma in quello che può essere fatto 'da' noi" e ricordando che il 6 novembre non sarà solo una scelta "tra due candidati o due partiti", ma tra due strade e due visioni "nettamente diverse".

Introdotto sul palco dalla "mom in chief" Michelle Obama e sostenuto dal "four more years, four more years" ritmato dai 20 mila presenti nell'Arena di Charlotte, il presidente uscente ha parlato bilanciando i successi ottenuti durante il suo mandato - la lotta al terrorismo e l'uccisione di Osama Bin Laden, la fine della guerra in Iraq e il disimpegno in Afghanistan - con i nodi ancora da sciogliere - la crisi economica e una disoccupazione all'8.3% - e le promesse per il futuro, come il "milione di nuovi posti di lavoro" entro il 2016 nell'industria manifatturiera, le importazioni di petrolio "tagliate della metà" prima del 2020 e i 600 mila nuovi lavori nell'estrazione di gas naturale.

Un Obama 'leader uomo', prima che presidente, che ha scelto di contrapporsi specularmente al businessman senza scrupoli Mitt Romney, anche nelle scelta degli ospiti vip che sostengono la sua rielezione. Se per il candidato repubblicano, infatti, ha parlato un'icona 'storica' dell'immaginario USA come Clint Eastwood - rubandogli anche la scena con la sua performance sopra le righe - per quello democratico a scendere in campo sono volti giovani (e affascinanti) come Scarlett Johansson, Eva Longoria e Kerry Washington, autrici di tre discorsi carichi di passione, ma che non hanno mai distolto l'attenzione dal vero protagonista: Barack Obama.

Video: il discorso integrale di Obama alla convention democratica

A fare la 'parte del cattivo', infine, ci hanno pensato il vice del presidente uscente, Joe Biden, ma soprattutto John Kerry, che ha descritto Obama come un uomo che ha "coraggio nella sua anima, compassione nel suo cuore e una spina dorsale d'acciaio" e ha attaccato Mitt Romney dicendo: "Non è un tipo cattivo, ma non può paragonare la sua Bain Capital al più alto ufficio del Paese. Il governatore Romney pensa che in un'economia globale non ha importanza dove le società investono per creare posti di lavoro. Adesso lui dice che da presidente comincerà con un 'job tour': be', visto il suo sostegno all''outsourcing', sarà un tour all'estero".

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