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#OccupyPd: i Giovani Democratici occupano le sedi di partito in tutta Italia

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I giovani militanti del Partito Democratico non ci stanno: dopo il disastroso tentativo eleggere Franco Marino alla Presidenza della Repubblica come candidato condiviso insieme al Pdl, i Giovani Democratici hanno animato una protesta che si sta diffondendo a macchia d'olio in tutta Italia. Da Nord a Sud hanno occupato le sedi del Pd, esponendo striscioni contro l'inciucio Pd-Pdl e manifestando per un Presidente di cambiamento.

#OccupyPd: le foto su Twitter

Dopo la rabbia montata tra gli elettore durante il pomeriggio per la scelta di votare l'ex presidente del Senato Franco Marini, con tanto di tessere di partito bruciate in Piazza Montecitorio, i Giovani Democratici hanno animato una protesta che è subito diventata virale grazie alle foto postate sui social network. Sono tantissime le sedi ocupate in tutta la penisola: da Torino a Napoli, da Bolzano a Bari, da Lucca a Padova, da Prato ad Aversa. La denuncia passa prevalentemente da Twitter, dove l'hasthag #occupyPd accompagna le tante immagini delle sedi occupate con slogan chiarissimi contro l'inciucio: "Il cambiamento non si fa con Berlusconi e con la vecchia politica".

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Le richieste dei militanti Pd sono chiare: nessun accordo col Pdl per eleggere il Capo dello Stato, l'elezione di un nome autorevole e di rottura per il Quirinale e il rifiuto di un governissimo col Pdl in cambio del compromesso sul candidato al Colle. E proprio mentre il Pd rimescola le carte per trovare una soluzione, il nome più ricorrente proposto dai militanti si conferma quello di Stefano Rodotà: il giurista proposto dal Movimento 5 Stelle, nelle prime due votazioni in Aula, ha conquistato più voti del previsto (circa 30 preferenze in più rispetto ai voti dichiarati di Sel e grillini), segno che uno squarcio è stato aperto tra i parlamentari Pd.

Perchè Stefano Rodotà non è un valido candidato come Presidente della Repubblica? E' questa la domanda che pongono gli eletti del Movimento 5 Stelle e che adesso è diventata una richiesta pressante da parte dei Giovani del Pd nei confronti della dirigenza ancora arroccata sui nomi di Marini, D'Alema o Mattarella (potrebbe spuntare, con molte riserve, anche quello di Prodi). A favorire ancor di più il dialogo con i 5 Stelle sull'opzione Rodotà sono gli stessi grillini, che hanno lanciato l'esca proponendo un accordo per l'esecutivo. Il cittadino eletto Castaldi ufficializza la proposta su Twitter: "Se il Pd vota Rodotà facciamo il governo".

Parole che sembrano lontane anni luce dai tentativi di Bersani che, meno di un mese fa, rincorreva il Movimento 5 Stelle con i suoi otto punti per il Paese e che oggi preferisce eleggere il Presidente della Repubblica insieme al Pdl sperando di ottenere poi l'incarico a palazzo Chigi. Ma in tal caso, come spiegherà il rifiuto ad un governo di cambiamento agli elettori infuriati del Pd?

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