Excite

Omofobia: no alla legge. Carfagna: io voterò sì

Il testo base della legge sull'omofobia non passa l'esame in Commissione Giustizia alla Camera - 26 no e 17 sì -, ma la sua relatrice Paola Concia, Dario Franceschini e il ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna non si danno per sconfitti e promettono battaglia in Aula. La più determinata è la Carfagna, che in aperta opposizione con il suo partito, al termine della votazione è letteralmente sbottata: "il Popolo della Libertà, col voto di oggi in Commissione, ha perso un'occasione" spiegando che "il testo non prevedeva il reato di omofobia, ma introduceva aggravanti per i reati commessi a scopo discriminatorio: una norma di stampo europeo". E concludendo con decisione: "io voterò a favore del provvedimento non appena arriverà in Aula".

Paola Concia e la compagna aggredite a Roma perché gay

Ma che cosa prevede, in sostanza, questa proposta di legge e perché Pdl, Lega, Responsabili e Udc si sono schierati apertamente contro? In definitiva, il testo - originariamente redatto da Antonello Soro (Pd) e poi rivisto e completato dalla deputata Pd Paola Concia con le indicazioni delle associazioni Glbt - chiede un inasprimento delle pene in caso di violenza nei confronti di persone omosessuali o transessuali. Una norma di respiro europeo che si inserisce nel contesto di una legislazione specifica contro l’omofobia e a favore delle coppie formate da persone dello stesso sesso presente già in tutti i paesi dell'Unione, meno che in Italia in Grecia. Nulla di sovversivo o 'scandaloso' dunque, come è la stessa Concia a spiegare: "questa non è una legge degli omosessuali, né di una riserva indiana. E' una legge di civiltà che appartiene a tutta la collettività, come ha ripetuto più volte il nostro presidente della Repubblica Giorgio Napolitano", riferendosi all'appello fatto dal capo dello Stato in occasione della giornata contro l'omofobia e la transfobia.

Ma nonostante l'appoggio dichiarato di Napolitano e la correttezza formale e legislativa del testo e delle intenzioni che hanno portato alla sua redazione, la legge contro l'omofobia ha incontrato un'opposizione ai limiti dell'ostilità fin dalla sua prima comparsa alla Camera, a ottobre del 2009, quando l’aula con i voti di Pdl e Lega Nord approvò le pregiudiziali di costituzionalità avanzate dall’Udc. Da allora sono passati 959 giorni - contati da Paola Concia sul suo sito - e la situazione non sembra essersi sbloccata, anzi. Basta ascoltare le motivazioni al no della a capogruppo della Lega Nord in commissione, Carolina Lussana, per rendersi conto che i pregiudizi e i luoghi comuni sono senza dubbio due dei maggiori ostacoli da superare: "abbiamo sempre avuto perplessità sui profili di costituzionalità di questa legge. Il tema va affrontato, ma perché applicare aggravanti in caso di reati commessi per omofobia e non nei confronti di chi è disabile o la pensa politicamente o calcisticamente in modo diverso?".

Un'analisi superficiale, affrettata, quasi populistica, che tra l'altro tira in ballo questioni già ampiamente superate, come spiega la parlamentare pd Barbara Pollastrini: "il Pdl continua a sostenere che contro questo testo erano già state votate le pregiudiziali di costituzionalità. Cosa falsa, perché il provvedimento per il quale erano state votate le pregiudiziali era un altro e parlava più in generale di 'orientamento sessuale' e 'identita' di genere'. Ora, invece, nel testo della Concia si parla di 'omofobia' e 'transfobia'". Ed è per questo che dopo il no della Commissione Giustizia il presidente dei deputati del Pd Dario Franceschini ha subito affermato: "lo porteremo comunque in aula da lunedì nello spazio che spetta all'opposizione". Il 23 maggio dunque la Camera esaminerà la proposta di legge, ma il testo non sarà quello bocciato l'altro giorno, bensì la versione originale di Soro corredato degli emendamenti presentati ieri sera dal Pd.

 (foto © LaPresse)

politica.excite.it fa parte del Canale Blogo News - Excite Network Copyright ©1995 - 2016