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E per tomba l'Oceano: il corpo di Bin Laden nel Pacifico

Bin Laden è stato ucciso, ma anche da morto continua a far paura. I Navy Seals americani che hanno condotto il blitz contro il compound dove si nascondeva il leader di Al Quaeda si sono ritrovati a fare i conti con un dilemma di non facile soluzione: cosa fare del corpo del terrorista più ricercato degli ultimi dieci anni?

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La diplomazia americana si è trovata di fronte tutte porte chiuse. Nessuno dei paesei arabi contattati ha accettato di seppellire nel proprio territorio la salma dello sceicco del terrore: l'Arabia Saudita - dove vive la famiglia allargata di Bin Laden - ha opposto un fermo diniego perché spaventata dalla possibilità che la tomba diventasse un mausoleo da venerare per tutti i seguaci dell'Islam e così il Pakistan, che se da un lato è in imbarazzo con gli USA perché il terrorista viveva a due passi da Islamabad, dall'altro è preoccupato che una conferma di partecipazione al blitz possa scatenare terribili vendette.

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Gli stessi Stati Uniti, tuttavia, non sono mai sembrati particolarmente propensi a conservare il corpo del leader di Al Quaeda proprio per evitare che diventasse oggetto di venerazione, ragione per cui alla fine la soluzione ritenuta migliore è stata quella di consegnare il cadavere del re del Male alle acque dell'Oceano Pacifico. Le notizie fatte filtrare dalla diplomazia USA affermano che il corpo "è stato trattato secondo la tradizione islamica", con rito religioso in ossequio "delle procedure tradizionali del funerale islamico" celebrato a bordo della portaerei Carl Winson nelle acque settentrionali del Golfo Persico. Tutta la cerimonia è durata circa cinquanta minuti ed è stata officiata all'1.10 di notte (ora della Costa Est) da un ufficiale che al termine del rito ha letto un brano religioso della tradizione araba prima di lasciar scivolare la salma - avvolta in un telo bianco e poi inserita in un sacco di iuta - nelle profondità oceaniche.

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Le rassicurazioni americane sulla dignità del funerale e sull'osservanza dei principi religiosi islamici non hanno tuttavia convinto i paese musulmani, che hanno risposto che il corpo doveva essere sepolto sulla terraferma e non gettato in mare, perché è "peccato". La confutazione avviene da una fonte autorevole, Mahmoud Ashour dell'Accademia delle ricerche islamiche di Al Azhar, il più importante centro di sapere sunnita. Ashour ha spiegato che anche i cadaveri degli annegati sono cercati per dare loro dignitosa sepoltura in terra: "per la legge islamica è consentito seppellire un morto in mare solo se si trova su una barca lontano dalla costa e non ci sono possibilità di arrivare sulla terra ferma per una sepoltura normale". Secondo il pensatore sunnita gli USA potevano seppellire la salma in un luogo segreto, senza segni di riconoscimento, per evitare fanatismi e pellegrinaggi, come già fatto nel caso del terrorista giordano Abu Musab Al-Zarqaw.

Il giallo della falsa foto del cadavere e le reazioni nel mondo

E se per l'esponente di Al Azhar è particolarmente importante che gli americani rispettino "la Sharia in questo momento così particolare" sostenendo che per la maggioranza dei musulmani Bin Laden "era un uomo ingiusto" che non godeva di grossa popolarità, un altro problema mette in imbarazzo la Casa Bianca oltre alle frettolose esequie del capo di Al Quaeda: le foto del corpo e il video del funerale. I vertici della diplomazia statunitense si stanno infatti domandando se rendere pubbliche le immagini del cadavere - a quanto pare decisamente malmesso - e del rito celebrato sulla portarei. Un dilemma molto pressante, tanto più alla luce delle foto false del viso del terrorista morto che ieri hanno fatto il giro del mondo e che soffiano con vigore sul fuoco della teoria del complotto che gli americani vedono dietro a ogni cosa.

 (foto © LaPresse)

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