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Oscar Giannino ritira la candidatura? "Pronto a passo indietro per il bene di Fare"

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Colpo di scena nella campagna elettorale. A meno di una settimana dalle elezioni, infatti, Oscar Giannino - spina nel fianco di destra e sinistra in ugual misura - ha infatti annunciato che potrebbe fare un passo indietro e ritirare la sua candidatura. Una decisione sofferta ma inevitabile, che arriva dopo la vicenda del curriculum 'taroccato' denunciata dal professor Luigi Zingales, pure lui dimissionario da Fare per Fermare il Declino.

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Ma se l'addio di Zingales tutto sommato non ha spostato gli equilibri nel movimento, quello di Giannino potrebbe causare un vero e proprio collasso della struttura. Il giornalista torinese, infatti, è l'anima di Fare, e immaginare la formazione politica priva del suo leader sembra onestamente impossibile. Eppure, Giannino si è detto pronto a rinunciare a ogni legame con la sua creatura proprio per il suo bene: "Se la mia credibilità totale offusca quella di Fare, la mia credibilità si separa da Fare. Sono disposto a sparire nel nulla".

La causa del passo indietro è nota. Giannino avrebbe millantato alcuni titoli di studio molto specialistici, tra cui un Master alla University of Chicago Booth School of Business, in realtà mai conseguiti, suscitando lo sdegno di Zingales e di fatto sbugiardando i pilastri alla base del movimento da lui fondato, ovvero merito e trasparenza. Di qui la notizia battuta poco fa dalle principali agenzie di stampa dell'intenzione del giornalista di rimettere la sua candidatura nelle mani della direzione nazionale di Fare, convocata per mercoledì.

"Se è vero che si vota noi turandosi il naso io me ne vado", ha dichiarato Giannino, aggiungendo di essere "disponibile a qualsiasi tipo di soluzione" pur di preservare la credibilità del movimento. Dopo aver chiesto "scusa ai nostri elettori", il giornalista tuttavia è sembrato indulgere al gioco della scaricabarile, affermando: "Mi sono state attribuite online lauree e master a Chicago e il mio gravissimo errore è stato non essermene accorto" e parlando di "un giovane stagista" che avrebbe "preso e messo dentro" al sito dell'Istituto Bruno Leoni (dov'era visibile il curriculum 'rimaneggiato') "quanto trovato su Wikipedia". "La discussione su questi titoli su Wikipedia andava avanti da tempo, ma io non uso Wikipedia e non me ne ero accorto", ha quindi concluso il fondatore di Fare.

Vero o no, come lo stesso Giannino ha ammesso, non controllare il materiale su di lui è stato davvero "un gravissimo errore", che ora rischia di costargli molto caro. Tuttavia, anche nel momento più buio, il leader (per ora) di Fare è riuscito a trovare un risvolto positivo all'intera vicenda, affermando: "Se cominciamo da casa nostra a fare chiarezza a quattro giorni dal voto, vuol dire che non ci fermeremo davanti a niente". Vero, per carità, ma altrettanto vero che tutto il mondo è paese e che di necessità virtù. Ah, tu quoque, Oscar...

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