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M5S di Forlì, bidone all'osteria: "Chiamato Daniele Avolio, nessun rispetto". La replica: "Nessuna prenotazione"

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di Simone Rausi

Luisa Zoffoli contro 45 grillini, ops, esponenti del Movimento 5 Stelle. La disputa? Du spaghi al ragù anzi, molti di più. Il fattaccio è finito nelle pagine di un quotidiano locale e rimbalza da una bacheca all’altra di Facebook dove l’invito è “Facciamoci sentire, facciamolo sapere”. Succede infatti che la signora Zoffoli riserva la sua osteria di Forlì per una cena dei Cinque Stelle e, in tarda serata, scopre che al locale non si presenterà nessuno.

Deputati del Movimento 5 Stelle si baciano per protesta

Ecco cosa dice la signora Zoffoli: “La prenotazione è stata fatta dal candidato sindaco Daniele Avolio, naturalmente facciamo i nostri preparativi: due sale riservate e antipasti sul tavolo. Nel frattempo siamo costretti a mandare via una cinquantina di clienti per mancanza di spazio. Alle 22.30 abbiamo preso atto del bidone: ho chiamato al cellulare il signor Avolio senza ottenere risposta, ero basita. Al di là del danno economico penso che questa gente fa tanti discorsi ma ha mostrato un’assoluta mancanza di rispetto nei confronti di chi lavora. Bastava una telefonata”.

Un colpo alla campagna elettorale di Avolio (tra l’altro primo nei pronostici tra i candidati sindaco di Forlì) assestato dalla proprietaria di una piccola locanda che, nel territorio però, pare essere molto conosciuta. Ad ogni modo, anche l'altra campana ha risuonato sempre via Facebook. Ecco la replica che Daniele Avolio scrive sul suo profilo: "Non ho mai prenotato due sale del ristorante per la sera del 22 marzo. Nella serata del giorno 8 febbraio, al termine della cena in cui ospitammo un parlamentare, nel manifestare la nostra completa soddisfazione per il servizio offerto, comunicai al titolare che nell'occasione di un altro evento, precisamente quello del 22 marzo, avremmo potuto organizzare un'altra serata presso il suo locale con 40-45 persone. Ma precisai, come è mia abitudine, che l'opzione doveva essere seguita da una conferma sia nel numero dei presenti che nell'effettiva realizzazione dell'incontro. Diversamente se non avessi confermato la presenza poteva ritenere nulla l'opzione. Questo modo di interagire con il gestore è una prassi consolidata da anni, sia per il nostro rapporto di conoscenza, sia perché in quel locale organizzo spesso cene tra amici. Pertanto questa lettera mi appare come un pretesto, non tanto per danneggiare il sottoscritto, ma l'idea politica che rappresento".

Repliche a parte, la pagina di giornale con le dichiarazioni della ristoratice ha già cominciato a mostrate il suo "effetto virale": decine e decine di condivisioni su Facebook e centinaia di commenti. C'è chi grida "Vergogna" e chi prende le difese dei 5 Stelle invitando a non fare di tutta l'erba un fascio mentre la fan page di Avolio, dal canto suo, annuncia che è partita "la macchina del fango". La guerra della fettuccina è iniziata. Fettuccina al dente, avvelenato però.

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