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P3, Cosentino si dimette e spunta Cesare

Dopo essere stato messo sotto inchiesta per associazione segreta in quella che ormai viene definita l'indagine P3, il sottosegretario all'Economia Nicola Cosentino si è dimesso mantenendo la carica di coordinatore del Pdl in Campania.

Cosentino ha dichiarato di essersi dimesso in accordo con Silvio Berlusconi, di sentirsi un 'perseguitato' e di aver evitato in questo modo una crisi di governo visto che Fini aveva immediatamente calendarizzato una mozione contro di lui 'con solerzia degna di miglior causa, basandosi soltanto su indimostrate e inconsistenti notizie di stampa'.

L'ex sottosegretario ha avuto parole proprio nei confronti di Gianfranco Fini accusato di voler 'far passare le sue decisioni come se derivassero da una sorta di tensione morale verso la legalità quando si tratta soltanto di un tentativo, anche assai scoperto, di ottenere il potere nel partito tramite Bocchino'.

Intanto le intercettazioni legate all'indagine P3 mostrano un lato nascosto e la presenza di un terzo personaggio, nome in codice Cesare, che potrebbe essere proprio Silvio Berlusconi, chiamato spesso in causa da Flavio Carboni, Pasquale Lombardi e Arcangelo Martino e a conoscenza delle manovre organizzate dall'associazione segreta.

'L'interpretazione data negli atti oltre che inveritiera è ridicola. Mai per queste vicende nessun contatto, diretto o indiretto, vi è stato fra il presidente Berlusconi e i soggetti indicati', ha fatto sapere il difensore del premier Niccolò Ghedini.

In Procura si pensa anche che Cesare potrebbe essere in realtà Marcello Dell'Utri anche se stando alle intercettazioni i nomi di Cesare e Marcello compaiono insieme in più di qualche occasione escludendosi dunque a vicenda.

In due mesi sono stati tre gli esponenti del governo che hanno rassegnato le dimissioni: Claudio Scajola, Aldo Brancher e l'ultimo, Nicola Cosentino.

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