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Padoa Schioppa: le tasse sono bellissime

Evidentemente il ministro Padoa Schioppa non beneficia della consulenza di uno di quei guru della comunicazione di cui si avvalgono tanti suoi illustri colleghi: le sue ultime uscite sono tanto naif da risultare disarmanti nella loro ingenuità. Come può infatti un personaggio tanto di recente assurto alla gogna mediatica per le sue affermazioni sugli italici "bamboccioni" non pensare che definire le tasse "bellissime" non sia precisamente il miglior modo di risultare simpatico agli italiani? Eppure è proprio quello che ha fatto durante l'intervista concessa ieri a Lucia Annunziata nel corso del programma "in mezz'ora".

Ecco infatti che increduli di tanta manna piovuta dal cielo gli esponenti del centro-destra prendono di mira il ministro con commenti caustici. Fabrizio Cicchitto, vicecoordinatore di FI commenta: "E' una frase rivelatrice della cultura e della mentalità di questo governo, che vede nell'imposizione fiscale una sorta di misura salvifica rispetto al peccato commesso da chi guadagna con il suo lavoro o la sua impresa" , mentre Paolo Bonaiuti, portavoce di Silvio Berlusconi rincara: "Padoa-Schioppa sta facendo le scarpe a Prodi nella classifica dell’impopolarità. Dopo aver rovesciato una gragnuola di tasse sugli italiani definisce 'bellissime' le sue imposte".

Ma è proprio così scandalosa la cosa che ha detto il ministro? Al di là delle inevitabili polemiche, le parole di Padoa Schioppa ("la polemica anti tasse è irresponsabile. Dovremmo avere il coraggio di dire che le tasse sono una cosa bellissima e civilissima, un modo di contribuire tutti insieme a beni indispensabili come la salute, la sicurezza, l'istruzione e l'ambiente") sono in realtà condivisibili. Non sono forse le tasse il sistema attraverso il quale è possibile avere sanità e istruzione accessibili a tutti? Il modo con cui viene finanziato lo Stato Sociale? Le tasse sono "belle" perchè è bello sapere di poter andare in ospedale, anche senza una lira, ed essere curati. L'alternativa quale sarebbe? Non pagare le tasse ma pagare fino all'ultimo euro qualunque cosa di cui si abbia bisogno? Sentirsi chiedere come prima cosa, all'ingresso al pronto soccorso, se si dispone di un'assicurazione sanitaria? Semmai la polemica va spostata sull'entità dell'imposizione fiscale o sulle modalità di utilizzo delle tasse, infatti lo stesso ministro precisa "ci può essere insoddisfazione sulla qualità dei servizi che si ricevono in cambio ma non un' opposizione di principio sul fatto che le tasse esistono e che si debbano pagare". E quale sia lo scandalo in queste parole in effetti è proprio difficile capirlo.

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