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Palermo, intimidazioni a Massimo Ciancimino

Nei giorni scorsi è stata recapitata a Massimo Ciancimino, nella sua abitazione di Palermo dove però non vive più da tempo, una busta contenente un proiettile di arma automatica e una lettera di minacce.

Secondo quanto reso noto da ambienti giudiziari palermitani, l'episodio relativo alle intimidazioni ricevute da Ciancimino risale alla settimana scorsa, ma è stato denunciato solo ieri.

Massimo Ciancimino è il figlio dell'ex sindaco mafioso di Palermo, Vito Ciancimino, ed è testimone nel processo al generale Mario Mori. Da tempo Ciancimino jr fa dichiarazioni ai magistrati circa la trattativa tra Stato e Cosa nostra nel periodo delle stragi del 1992.

Lo scorso 12 ottobre il capo del gabinetto della polizia scientifica di Roma, Piero Angeloni, e gli esperti del suo ufficio, sono stati chiamati a deporre davanti alla quarta sezione del Tribunale di Palermo, nel processo a carico dell'ex comandante del Ros dei carabinieri Mario Mori e del colonnello Mauro Obinu, per la mancata cattura di Bernardo Provenzano.

Secondo i consulenti del pm Nino Di Matteo citati in aula, i documenti prodotti da Massimo Ciancimino sono da attribuire al padre, Vito, e sono di epoca compatibile con quanto riferito dal superteste. Non si tratta, dunque, di manipolazioni e interpolazioni. Nell'udienza precedente il generale Mori aveva sostenuto che alcuni dei documenti consegnati da Ciancimino ai pm sarebbero stati contraffatti.

 (foto © LaPresse)

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