Excite

Palma manda gli ispettori a Bari e a Napoli

  • LaPresse

Controffensiva del Pdl contro le procure di Napoli e Bari nell'ambito delle inchieste sulle escort portate da Tarantini a Berlusconi. Il ministro della Giustizia Francesco Nitto Palma ha infatti accettato la richiesta dei parlamentari del partito di effettuare accertamenti su alcuni punti chiave dell'indagine, primi tra tutti la decisione dei pm napoletani di sollevare dal segreto professionale Nicola Quaranta, legale di Gianpaolo Tarantini, e la telefonata tra Valter Lavitola e Silvio Berlusconi pubblicata dall'Espresso.

Nel primo caso le camere penali di Bari hanno parlato di "atto abnorme", chiedendo formalmente al ministro Palma e al procuratore generale della Cassazione di indagare sull'operato dei pm Francesco Curcio, Vincenzo Piscitelli ed Henry John Woodcock, accusati di essersi arrogati un diritto che invece sarebbe prerogativa esclusiva del giudice, e solo dopo adeguati accertamenti. Decisione legittima per il capo della procura di Napoli Giandomenico Lepore, che ai penalisti di Bari aveva risposto asciutto: "abbiamo solo applicato la procedura".

Nel caso della telefonata tra Lavitola e il Cavaliere - quella in cui Berlusconi consigliava al faccendiere di non rientrare in Italia - l'attenzione è invece puntata sul fatto che l'Espresso ha pubblicato la trascrizione della stessa prima ancora che fosse depositata agli atti, preannunciando anche l'indagine da parte dei magistrati napoletani su Lavitola per presunta estorsione. Come nel caso dell'altrettanto nota telefonata tra Fassino e Consorte - nell'ambito del caso Unipol - pubblicata in analoghe circostanze da il Giornale, anche questa volta gli ispettori effettueranno accertamenti sulla tenuta dei dati sensibili presso gli uffici giudiziari della procura competente.

Per quanto riguarda Bari, invece, gli emissari del Guardasigilli dovranno indagare sullo scontro tra il capo della procura Antonio Laudati e il suo ex pm Giuseppe Scelsi seguito alle accuse mosse da quest'ultimo a Laudati per aver ritardato l'inchiesta pugliese sull'escort. Per fare chiarezza sulla vicenda Palma ha fatto richiesta di una copia delle audizioni dei due davanti alla prima commissione del Consiglio Superiore della Magistratura.

E mentre nubi nere si addensano sulle due procure, dal carcere di Poggioreale ci pensa Alfonso Papa ad agitare ulteriormente le acque. Il deputato del Pdl detenuto nell'ambito dell'inchiesta sulla P4 ha infatti contattato il capogruppo al Senato di Popolo e Territorio, Silvano Moffa, inviandogli una missiva che quest'ultimo ha deciso di rendere in parte nota. Nello stralcio diffuso dalle diverse agenzie di stampa si legge: "il pm Henry Woodcock mi ha fatto sapere che sarebbe disponibile a farmi scarcerare a patto che ammetta almeno uno degli addebiti mossimi e renda dichiarazioni su Berlusconi e Lavitola o almeno su Finmeccanica".

Accuse circostanziate e potenzialmente esplosive sulle quali non è escluso si trovi presto a indagare il team del ministro Palma, che in una lunga intervista a Libero ha annunciato la 'resa dei conti' tra Giustizia e Magistratura. Secondo il Guardasigilli, infatti, le 'toghe' devono rispondere dei propri errori ed è pronto per questo a modificare la normativa vigente, che "non ammette un'azione diretta nei confronti dei magistrati, ma verso lo Stato, che poi si può rivalere sulle toghe. Ma di fatto il diritto di rivalsa non è mai stato azionato. I magistrati che sbagliano, quindi, devono pagare e per Palma questo vale nel senso letterario della parola: se infatti ora "in caso di rivalsa dello Stato il magistrato non può essere condannato a pagare una somma superiore ad un terzo del suo stipendio annuale netto che guadagnava all'epoca del fatto", per il ministro della Giustizia è arrivato il momento di "rendere obbligatoria la rivalsa. E per l'intero: lo Stato paga 100 mila euro? Il magistrato paga a sua volta la stessa somma".

politica.excite.it fa parte del Canale Blogo News - Excite Network Copyright ©1995 - 2016