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Paolo Bernini (Movimento 5 Stelle) alla Camera: "L'11 settembre fu un complotto"

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"La verità ufficiale dell'11 settembre è stata smentita sotto tutti i punti di vista, e lo sa tutto il mondo": ne è convinto il deputato del Movimento 5 Stelle Paolo Bernini, che ha preso la parola in Aula nel giorno dell'anniversario dall'attentato delle Torri Gemelle per schierarsi contro l'intervento Usa in Siria. Secondo il cittadino eletto nelle fila dei pentastellati, l'attacco alle Twin Towers "fu un lavoro interno", un "inside job", in cui esistono precise ed evidenti responsabilità degli americani. Lo scopo? La centennale rincorsa al petrolio e alle altre risorse naturali presenti nei paesi del Medio Oriente.

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Nelle ore in cui l'America ricorda le 3000 vittime dell'atttentato a Ground Zero, alla Camera Bernini ha ripercorso un secolo di storia americana invocando oscuri complotti orditi dai governi a stelle e strisce per incrementare i propri interessi economici. Bernini nega la ricostruzione ufficiale dell'attentato che addebita le colpe della strage ad Al Quaeda: all'11 settembre 2001 è seguita la guerra in Afghanistan e la caccia a Bin Laden, con lo scopo di mettere mano alle riserve di gas presenti in quel Paese.

Bernini ripropone al Camera quelle teorie complottiste che tanta fortuna hannno trovato in questi 12 anni dall'attentato, richiamate in saggi, film, reportage. Teorie come quelle che escludono che il crollo delle torri sia stato provocato dallo schianto degli aerei o dall'incendio successivo, ma piuttosto da presunti quantitativi di esplosivo introdotto negli edifici prima dell'attentato. Oppure le teorie che vorrebbero la Cia preventivamente a conoscenza di un possibile attacco, come ipotizzato dal film-documentario Fahrenheit 9/11 di Michael Moore, vincitore della Palma d'oro al Festival di Cannes, nel 2003.

Bernini dà per scontato che l'attacco alle Torri Gemelle non sia frutto del terrorismo islamico: "La versione ufficiale è stata smentita da tutti i punti di vista. Palesemente falsa e ormai il mondo se n'è accorto. La verità probabilmente non la sapremo mai, ma sicuramente è molto diversa da quella che i media mainstream ci raccontano. In questo caso si può dire che tutto quello che sai è falso e detto all'americana: 'it was an inside job'. Tradotto: fu un lavoro interno". Versione poco dopo ribadita su Twitter: "Se qualcuno mi mostra un video dove si vede bene l'aereo che colpisce il Pentagono (il luogo più sorvegliato al Mondo)... mi dimetto". Anche un'eventuale attacco contro Damasco, sostiene Bernini, "sarebbe realizzata solo per deporre Assad e instaurare un regime filo americano".

D'altronde il deputato del Movimento 5 Stelle non è nuovo a teorie complottiste che hanno come obiettivo il governo americano: qualche mese fa dichiarò l'esistenza di un piano di Washington per spiare la popolazione mondiale. Dichiarazioni che fecero il giro della rete: "Non so se lo sapete, ma in America hanno già iniziato a mettere i microchip nel corpo umano per registrare, per mettere i soldi, per il controllo della popolazione - denunciò Bernini - Sono preoccupato perché le persone non sanno a cosa vanno incontro".

Paolo Bernini alla Camera: "L'11 settembre fu un insider job": il video

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