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Paolo Romani è il nuovo Ministro allo sviluppo economico

Il caso Scajola, inerente ad una casa del politico pagata ad un prezzo inferiore a quello di mercato, ha portato alle dimissioni del Ministro. Le illazioni, secondo cui la dimora poteva esser stata oggetto di scambio di favori, hanno portato il membro del Governo a lasciare la poltrona. La carica era stata assunta ad interim dal Presidente Silvio Berlusconi per cinque mesi, fino a ieri, quando è stato nominato Paolo Romani.

Il nuovo Ministro allo sviluppo economico è l'attuale viceministro alle Comunicazioni, che ha lavorato nell'editoria e nelle televisioni private e che da anni è al fianco del Cavaliere, dalla nascita di Forza Italia. La sua nomina è avvenuta dopo un lungo calvario, infatti, prima di lui erano stati fatti nomi illustri, che non hanno mai accettato l'incarico.

Da Luca Cordero di Montezemolo alla Presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, la cui candidatura fece il Premier davanti a una platea d'industriali. Anche il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni non diede la sua disponibilità, poi il Premier ha avuto altri problemi dimenticando la carica vacante. Dalla creazione di Ministero per Aldo Brancher, dimessosi per affrontare un processo, alla questione con Fini e la probabile crisi di governo.

Tutti temi che hanno distratto il Capo del Governo nonostante da più parti arrivassero delle sollecitazioni per affidare la carica. Anche il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha più volte richiamato l'attenzione sull'assenza di Ministro per lo sviluppo economico del paese, necessario in un momento di crisi.

Per questo al momento della firma ci sono stati attimi di imbarazzo tra il Premier e Napolitano, quest'ultimo è giunto in ritardo, ha svolto le formalità in pochi minuti e ha augurato buon lavoro al nuovo membro del Governo. E' visibile il dissenso del Colle verso gli ultimi atteggiamenti e prese di posizioni di Berlusconi, dall'attacco ai magistrati alle barzellette.

Il nuovo Ministro però ha un curriculum particolare dall'amicizia con Craxi al decreto che rischiava di imbavagliare la rete. Sul blog di Alessandro Gilioli due elementi inquadrano il personaggio, il primo: 'Nel 1992 Romani rompe bruscamente con Ligresti ma dispone ormai di know how e contanti sufficienti per diventare imprenditore in proprio. Così fonda una sua emittente, Lombardia 7, nota per i servizi a luci rosse attraverso il 144. Due anni dopo Lombardia 7 verrà condannata dal pretore di Monza per una trasmissione pornografica intitolata Vizi privati e pubbliche virtù, condotta dal transessuale Maurizia Paradiso'.

Il secondo, il suo ruolo da viceministro nelle Comunicazioni nel 2008: 'Romani deve occuparsi di tv in generale, di digitale terreste e ovviamente di rapporti con Sky. Un settore quest’ultimo in cui l’ex editore socialista offre per anni il meglio di sé, riducendo la pubblicità e aumentando le tasse al principale concorrente del Cavaliere, ritardando il più possibile il suo ingresso nel Dtt e imponendo alla Rai di oscurare molti eventi che prima mandava sul satellite per convincere con le buone o con le cattive i telespettatori a rinunciare alla padella in terrazzo e a preferire il decoder terrestre'.

 (foto © LaPresse)

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