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Parma, Grillo contro tutti: "Politica finita e giornalisti carogne"

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Beppe Grillo è tornato a parlare in pubblico per la prima volta dopo lo scandalo Favia e la polemica sulla democrazia interna al Movimento 5 Stelle: per tornare sulla scena pubblica ha scelto Parma, terra della vittoria elettorale più clamorosa del suo progetto politico. Ed è un Grillo che come al solito ne ha per tutti, a partire dalla moneta unica e dalla Casta dei politici, per finire con i giornalisti, definiti senza mezzi termini "carogne asservite agli editori".

Beppe Grillo a Parma: guarda il video

Intervenuto all'evento Dies Iren, la manifestazione di protesta contro il progetto dell’inceneritore nella città emiliana, Grillo ha prima incontrato il fiore all’occhiello del Movimento, il sindaco Federico Pizzarotti, assicurando che l’inceneritore con questa amministrazione non si farà mai. Poi ha tenuto un comizio in piena regola, come quelli con cui ha riempito le piazze durante la campagna elettorale per le scorse amministrative. Ma stavolta una differenza c’è e si fa notare: la platea non è propriamente folta, meno di un migliaio di persone a Piazzale della pace.

La questione democratica nel M5S: le dichiarazioni shock di Favia

Poche battute e toni altissimi nel suo discorso. Primo obiettivo delle invettive di Grillo è la moneta unica, progetto fallimentare che ha impoverito l'Italia: "Non ho mai detto che voglio uscire dall'euro. Ho detto che voglio un referendum propositivo senza quorum per far decidere i cittadini sull'euro". E poi l’idea di non pagare il debito pubblico, o almeno quella parte che deriva dalla speculazione finanziaria sul nostro Paese, come l'Equador, che ha scelto "di non pagare il debito, perché immorale. Come ha fatto l'Iraq post Saddam Hussein".

Grillo scarica Giovanni Favia

Sprezzanti le accuse alla classe politica protagonista del tracollo del Paese: con questo comizio Grillo ha dato il via ufficialmente alle prove generali della campagna elettorale per le elezioni 2013, in cui sfiderà per la prima volta i partiti tradizionali nella corsa a Montecitorio. E se è vero che lo scoop di Piazzapulita con le accuse di Favia sull’autoritarismo di Casaleggio hanno provocato la prima grande crepa nel Movimento (Favia e il grande espulso Tavolazzi sono presenti al comizio, ma non si avvicinano al palco), meglio correre subito ai ripari con la tradizionale denuncia dell’incapacità della classe dirigente e dell’affarismo crescente che ha mischiato finanza e servizi ai cittadini: questo, secondo Grillo è il mix mortale che ha portato l’Italia al dissesto.

E poi c’è la stampa accusata di essere al servizio dei poteri forti ed patologicamente legata alla politica: ad una delegazione di giornalisti della tv danese, che lo sattende al suo arrivo in piazza, Grillo lancia una sorta di SOS: "Ci dovete aiutare voi tv straniere in Italia, io le interviste le faccio con i cittadini, perché qui non ci sono giornali liberi, a parte Il Fatto quotidiano". Per il comico si salva solo il quotidiano di Marco Travaglio e Antonio Padellaro, che per inciso è l’unico quantomeno libero da vincoli partitici e spesso spalleggiatore del Movimento. Il resto è solo un manipolo di servi al soldo degli editori: "L'informazione italiana ci intrattiene con i fondi del Pdl ed il caso Lusi, sono briciole rispetto a quello che mangiano questi signori".

A Grillo poco importa degli scandali raccontati in tv, convinto com’è che l’intero sistema della Casta vada rovesciato: "Il vecchio sistema politico è finito (...) Siamo pronti alla rivoluzione". E nessuno osi paragonare il Movimento 5 Stelle alla partitocrazia che governa il Paese. Non c’è nessuna questione di gerarchie nel progetto, nessun problema di democrazia: "Parlano di poteri forti, di chi c'è dietro Grillo, ma dietro di me, ci sono io, dietro Casaleggio, c'è Casaleggio, con una piccola azienda che adesso è anche in perdita".

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