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Pd, primarie Parlamento, il 29-30 dicembre 2012 la consultazione

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Il Pd ci ha preso gusto, ma soprattutto, come dichiarato tanto da Pierluigi Bersani che da Enrico Letta, vuole continuare a "giocare all'attacco", e dunque ha deciso di indire le primarie anche per scegliere i suoi candidati in Parlamento.

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L'annuncio è arrivato ieri proprio dal vicesegretario del partito: "Abbiamo deciso che faremo primarie aperte e vere per i parlamentari su tutti i territori", ha detto Letta, spiegando che "per scegliere i nostri parlamentari" saranno chiamati a votare "milioni di cittadini, sulla base di quelli che hanno partecipato alle primarie del 25 novembre". Il numero due del Partito Democratico ha quindi rinviato a lunedì, dopo la riunione di Direzione, la comunicazione di maggiori particolari.

In attesa di informazioni più dettagliate, quello che comunque si sa già da ora è che il voto "sarà riservato agli iscritti al Pd e ai votanti alle primarie del 25 novembre che al momento del voto si dichiarino elettori del Pd", come puntualizzato nella nota ufficiale diffusa dal partito, mentre per quanto riguarda l'elettorato passivo, per far parte delle liste non sarà necessario avere la tessera del partito e la decisione sarà demandata agli "organi territoriali" e agli "iscritti", che selezioneranno "i candidati da sottoporre alle primarie". Per quanto riguarda infine i partecipanti 'di lungo corso', per chi ha già ricoperto più di tre mandati sarà necessario uno speciale 'nulla osta' rilasciato dagli organismi dirigenti.

"Il Pd non ha paura di far scegliere agli elettori i suoi candidati in Parlamento. Noi siamo in vantaggio ma vogliamo continuare a giocare all'attacco, non in difesa", ha dichiarato Letta, lanciando tra le righe - ma neppure troppo - una vera e propria sfida a Grillo: "Vogliamo continuare a imporre il nostro gioco, che dimostra tutte le difficoltà degli altri. Vogliamo dimostrare cos'è davvero la democrazia". E il riferimento alle 'parlamentarie' del Movimento 5 Stelle, con tutto il seguito di polemiche e accuse al comico ligure e a Casaleggio, è più che evidente.

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Soddisfazione è stata espressa, ovviamente, anche da Bersani, che ha dichiarato che il Partito Democratico vuole "cambiare davvero la politica" e che pertanto è pronto a lanciare a se stesso "questa nuova sfida", mentre dai renziani sono arrivate le prime critiche: "Se ci si deve dichiarare elettori del Pd al momento del voto, tanto vale aprire la platea a chiunque, anche a chi non ha votato alle primarie. Perché mettere vincoli alla partecipazione?", ha chiesto polemicamente Roberto Reggi in un'intervista a Huffington Post, riaprendo la querelle sulle regole cha ha infiammato anche la consultazione per eleggere il candidato premier del centrosinistra.

Ad ogni modo, lunedì tutto sarà più chiaro e saranno comunicate ufficialmente anche le date del voto, che per il momento sono state ipotizzate il 29 e 30 dicembre, dal momento che con probabili elezioni politiche a febbraio i tempi stringono decisamente: "Sappiamo di chiedere uno sforzo eccezionale ai nostri militanti e ai nostri elettori, ai limiti dell'impossibile", ha infatti dichiarato Bersani, mettendo le mani avanti sul rischio di un'eventuale scarsa affluenza alle urne a causa della concomitanza con le festività.

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