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Pd, Renzi vs Bersani per governo 2013? "Nessun complotto contro il segretario"

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Mentre proseguono le consultazioni di Pierluigi Bersani per la formazione del nuovo governo, all'interno del Pd si sente qualche scricchiolio. E' di ieri, infatti, un duro attacco del responsabile economico, Stefano Fassina, a quella parte del partito che interviene "per indebolire il tentativo del Presidente incaricato Bersani, prospettando una possibile maggioranza con il Pdl per un governo del presidente".

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Un intervento via Facebook che ha come destinatario in particolare il renziano Graziano Delrio, che in un'intervista a La Repubblica ha dichiarato che il Pd è pronto a un "governo di scopo con il Pdl", dal momento che non è tempo "di fare i capricci", specificando che "i due partiti non possono sottrarsi se il Quirinale chiede un governo di scopo" per varare riforme importanti come "la nuova legge elettorale, la riduzione dei parlamentari e avviare misure per la crescita e il lavoro" e concludendo con una previsione sulla durata dello stesso, "di massimo sette mesi per il bene del paese".

Ma le parole di Delrio non sono decisamente piaciute a Fassina, che dopo avere ricordato che "i cittadini italiani alle elezioni hanno chiesto inequivocabilmente cambiamento, sia sul terreno dell'etica pubblica sia sul terreno della politica economica", ha ribadito che "un partito guidato da chi per venti anni ha praticato un uso proprietario e personalistico delle istituzioni e delle risorse pubbliche e ha portato l'Italia sull'orlo del baratro non può essere interlocutore di un governo di cambiamento" e ha messo in guardia gli 'scissionisti' del Pd: "Indebolire il tentativo di Bersani vuol dire avvicinare le elezioni". Ipotesi che da 'calda' dopo il caos post-elettorale dei primi giorni adesso viene rigettata sempre più spesso dai vari partiti.

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A buttare acqua sul fuoco ci hanno pensato comunque i diretti interessati. In serata, infatti, Pierluigi Bersani e Matteo Renzi si sono sentiti via telefono, con toni molto cordiali e - a quanto riportano i più stretti collaboratori - anche con risate. Il sindaco di Firenze ha (ri)confermato il suo appoggio al premier in pectore - "Nessun tentativo di ostacolare il segretario" - e quest'ultimo, da parte sua, ha chiuso l'incidente dicendo: "Mi sono occupato di tutt'altro e intendo occuparmi di tutt'altro. Il Pd, a differenza di altri partiti vecchi e nuovi, fa le riunioni in streaming. Siamo un partito che discute e rispondo solo a quelle discussioni".

Bersani tuttavia è consapevole che la sua strada "è stretta, ma è la più sensata" e dopo avere dichiarato che la sua "proposta si rivolge a tutto il Parlamento, che può riconoscersi in toto, in parte o per un aspetto", affermando che "un quadro così mette ogni forza davanti alle sue responsabilità", ha rimandato qualsiasi approfondimento a questa sera alle 19, quando si terrà la riunione dei vertici del Pd.

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