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Pd. Roberto Speranza capogruppo alla Camera, Luigi Zanda al Senato

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Il rinnovamento per il Pd passa anche dalla scelta dei capigruppo in Parlamento. Un passaggio non indolore sul fronte interno, visto che il segretario Bersani aveva cercato di confermare i precedenti capigruppo in carica per Camera e Senato, Franceschini e Finocchiaro, ma entrambi si sono resi indisponibili a rimanere anche solo per il breve periodo delle consultazioni. La riunione dei deputati Pd si è risolta nell'elezione di Roberto Speranza alla guida dei democratici alla Camera e di Roberto Zanda al Senato.

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Roberto Speranza è stato uno dei giovani protagonisti dell'ultima campagna elettorale, di cui è stato coordinatore per Bersani: 34 anni, fedelissimo del segretario, Speranza è stato eletto capogruppo con 200 voti favorevoli, su un totale di 284 deputati votanti (293 gli aventi diritto). La spaccatura nel partito è risultata evidente quando sono state proclamate 53 schede bianche, 6 nulle, 25 voti dispersi. Non sono mancate le critiche, ad esempio quelle dei "giovani turchi" del partito, come Pippo Civati: "Sono stati eletti due capigruppo che non hanno partecipato alle primarie". Luigi Zanda è stato eletto capogruppo del Pd al Senato per acclamazione, con voto per alzata di mano.

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I due capigruppo uscenti hanno motivato la loro scelta di lasciare spazio ad altri esponenti del partito avanzando un'esigenza di rinnovamento: "Ho sempre pensato che l'ipotesi della proroga dei presidenti dei gruppi parlamentari del Pd fosse sbagliata. Serve continuare il cambiamento", ha scritto Anna Finocchiaro su Twitter. Lo stesso ha scritto Dario Franceschini: "Quando si imbocca una linea bisogna seguirla con coerenza. Non esistono proroghe. I gruppi Pd devono scegliere due nuovi capigruppo". Ai nuovi capogruppo, Zanda e Speranza spetta ora l'arduo compito di dialogare con i deputati grillini.

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Soddisfatto il segretario Bersani, che ha spiegato come il Pd intenda utilizzare l'esperienza pluriennale di Zanda e valorizzare le nuove forze del partito come Speranza: "L'elezione di questi due capigruppo segnala molto bene quello che abbiamo in mente: al Senato una personalità d'esperienza e di grande capacità, alla Camera uno dei più giovani capigruppo della storia del Paese. Stiamo cercando far girare la ruota, valorizzare le esperienze e utilizzare le nuove forze".

Intanto lo sguardo è rivolto alle consultazioni del Capo dello Stato in vista dell'assegnazione dell'incarico di governo: il primo a salire al Colle mercoledì è Pietro Grasso, neoeletto presidente del Senato, poi toccherà ai vari leader. La giornata più attesa è quella conclusiva di giovedì, quando saliranno al Quirinale i rappresentanti di Movimento 5 Stelle (sono attesi sia Grillo che Casaleggio), Pdl-Lega e in serata il Pd.

Pierluigi Bersani conferma l'intenzione di chiedere al Capo dello stato di affidargli l'incarico di governo, per presentare al Parlamento la proposta politica varata dalla direzione del Partito due settimane fa, su cui ancora si spera in un intesa con i grillini: "La direzione ha segnalato la nostra visione politica, dopo di che, il percorso dei prossimi giorni e delle prossime settimane è affidato all'opera del presidente della Repubblica verso la quale abbiamo grandissima fiducia". Il primo obiettivo del Pd è quello di ottenere un mandato pieno e proporre alle Camere il programma in otto punti stabilito in direzione, provando a costituire una squadra di governo formata da outsider della politica che possano ottenere il consenso anche dei centristi e di una parte dei deputati 5 Stelle come già accaduto con le candidature di Boldrini e Grasso alla presidenza di Camera e Senato.

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