Excite

Pd, Rosy Bindi si dimette da presidente e Prodi ritira candidatura

  • Getty Images

Pierluigi Bersani resta al suo posto - smentite le voci che lo volevano intenzionato a lasciare - ma non Rosy Bindi, che si dimette da presidente del Pd, confermando la situazione di caos totale in cui si trova il Partito Democratico. L'ex ministro in realtà ha detto di avere comunicato al segretario la sua intenzione di rinunciare alla carica già lo scorso 10 aprile, spiegando: "Avevo lasciato a lui la valutazione sui tempi e i modi in cui rendere pubblica una decisione maturata da tempo, ma non intendo attendere oltre".

Prodi flop, mancano 100 voti al quorum. Matteo Renzi: "La sua candidatura non c'è più"

A pesare sulla decisione del presidente dell'Assemblea nazionale del Pd dal 2009 l'esclusione dalle "scelte degli ultimi mesi" e la mancata consultazione "sulla gestione della fase post elettorale". Due 'sgarbi' che hanno spinto Bindi a decidere di dare le dimissioni motivandole proprio con l'intenzione di non voler "portare la responsabilità della cattiva prova offerta dal Pd in questi giorni, in un momento decisivo per la vita delle istituzioni e del paese".

Vero è che la sua scelta arriva in un "momento decisivo" per il Partito Democratico, che si è dimostrato incapace non solo di creare una maggioranza coesa intorno a sè ma, più di tutto, di attuarla al proprio interno. I 101 franchi tiratori che oggi pomeriggio hanno affossato la candidatura di Romano Prodi a Presidente della Repubblica sono la dimostrazione che il Pd è allo sbando, dilaniato da correnti interne in parte note e in parte invece intente a lavorare nell'ombra.

Alessandra Mussolini, t-shirt "Il diavolo veste Prodi" e litigio con Boldrini: le foto

E proprio a loro si è rivolto il Professore, annunciando il ritiro dalla corsa al Colle: "Chi mi ha portato a questa decisione deve farsi carico delle sue responsabilità", ha attaccato Prodi, ringraziando "coloro che mi hanno ritenuto degno di questo incarico", ma prendendo atto che "il risultato del voto e la dinamica che è alle sue spalle" evidenziano che non ci sono "le condizioni" per andare avanti.

La resa dei conti - o qualcosa di molto prossimo - è prevista per questa sera, con la riunione dei grandi elettori convocata per le 22 al Cinema Capranica: l'ultima possibilità per il Partito di non implodere è infatti quella di tirare fuori dal cilindro una soluzione capace di soddisfare tutti, considerato che l'alleato Sel ha già detto che voterà Rodotà come il M5S, che la candidatura di D'Alema di sicuro non ricompatta le fila e che il nome di Cancellieri non sembra convicere tutti.

politica.excite.it fa parte del Canale Blogo News - Excite Network Copyright ©1995 - 2017