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Pdl, Alfano annulla le primarie: "Berlusconi si ricandida, sono inutili"

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Dopo l'annuncio nella serata di ieri, il ritorno in campo di Silvio Berlusconi è diventato ormai ufficiale. La sua scelta lacera un Pdl già in subbuglio: le primarie invocate dal segretario Angelino Alfano erano sembrate in bilico sin dal principio proprio per la ritrosia del Cavaliere, che si vociferava avesse depositato diversi simboli per lanciare un nuovo progetto politico. Adesso, con la nota ufficiale che rilancia l'autocandidatura di Berlusconi, la scelta di imitare il Pd sulla scia del successo delle primarie del centrosinistra si conferma un tentativo inutile.

Alfano annulla le primarie: guarda il video

Molti esponenti del partito si sono subito schierati a favore del ritorno di Berlusconi: sono circa una settantina le adesioni entusiaste alla corsa per la premiership del Cavaliere. In pochi, invece, hanno manifestato un disagio. Come Guido Crosetto, candidato alle primarie, che ha lasciato lo studio del programma televisivo Omnibus su La7 commentando così la notizia: "Vi ringrazio dell’invito, ma me ne vado, non me la sento di continuare (...) mi sono stufato, mi sono rotto, ma voglio che questa cosa molto personale diventi anche un dato politico. Preferisco alzarmi perché non ho più niente da dire sul tema e non voglio continuare a parlare del vuoto".

Berlusconi annuncia il ritorno in campo: "Sono assediato dalle richieste"

E non deve averla presa bene, al di là delle dchiarazioni di facciata, soprattutto Angelino Alfano, l'eterno delfino sempre costretto a fare un passo indietro di fronte ai cambi di rotta del padre fondatore del partito. E' stato lo stesso segretario del Pdl a riconsegnare lo scettro del centrodestra nelle mani di Berlusconi, rinunciando al tanto ventilato rinnovamento, al progetto "liste pulite" e, inevitabilmente, alle contestatissime primarie. Nessuno ci aveva creduto, a partire dai cansdidati che crescevano in numero e varietà di giorno in giorno: oggi l'annuncio di Berlusconi che vuole tornare per "salvare il Paese dal baratro" impone la rinuncia a qualsiasi velleità di consultazione popolare.

"Anche oggi Berlusconi mi ha espresso la volontà di tornare in campo da protagonista. E' lui il detentore del titolo. E' stato lui l'ultimo ad alzare la coppa nel 2008 – ha affermato Alfano – Le primarie erano per la successione, ma essendoci lui in campo non ha senso farle". Primarie inutili dunque, addio alle candidature delle pasionarie Santanchè e Biancofiore, degli outsider Samorì, Marra e Sgarbi, della combattiva Giorgia Meloni che aveva già avviato la sua campagna elettorale.

Ma la giornata di oggi è stata caratterizzata soprattutto dalla minaccia di sfiducia al governo Monti: in giornata il partito ha ricevuto l'ordine di astenersi dal voto in Senato sul Dl Sviluppo e da quello alla Camera sul provvedimento per abbattere i costi della politica. Alfano spiega che la decisione di astenersi è al tempo stesso una scelta di responsabilità (perchè il Pdl non ha comunque votato contro e ha garantito il numero legale nelle Aule), ma anche "un segnale chiaro nei confronti del governo che così le cose dell'economia non ci piace come vanno". Alfano ha assicurato che la Legge di Stabilità non è a repentaglio, il Pdl la voterà. Intanto gli toccherà l'ingrato compito di salire al Quirinale per spiegare al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano le scelte del partito che potrebbero portare ad una crisi di governo. Mentre Berlusconi scalda i motori.

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