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Pdl sfiducia Monti al Senato: non vota il Dl Sviluppo

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E' passato per un pugno di voto il Decreto legge sullo Sviluppo in discussione al Senato: il testo ottiene infatti la fiducia in Aula senza la partecipazione del Pdl. Il partito aveva annunciato in mattinata l'intenzione di astenersi da oggi e per i provvedimenti futuri, "pur consentendo il mantenimento del numero legale". Così il Dl è passato con 127 sì, 17 no e 23 astenuti. La maggioranza era di 84 senatori (167 votanti su 169 presenti).

Finocchiaro al Senato: "Monti salga al Quirinale"

L'annuncio dell'astensione, che ha comunque assicurato il numero legale per la votazione poichè figura come voto contrario, è arrivato in Aula a Palazzo Madama dal capogruppo dei senatori Pdl, Maurizio Gasparri, che ha parlato espressamente di un "passaggio del nostro gruppo ad una posizione di astensione nei confronti del governo". Hanno votato contro la fiducia posta dal Governo le forze d'opposizione Idv e Lega, mentre Pd e Udc hanno confermato il voto a favore.

Silvio Berlusconi torna in campo?

La scelta di rottura del Pdl arriva in una giornata convulsa, segnata dal probabile ritorno in campo di Silvio Berlusconi e dalle critiche piuttosto aspre del ministro dello Sviluppo Corrado Passera, che ha bollato l'ipotesi come una dannoso "ritorno al passato". Già una settimana fa il Cavaliere aveva espresso la sua insofferenza per l'appoggio a Monti e al suo esecutivo, minacciando di staccare la spina quanto prima. E la sua probabile ricandidatura alla premiership sembra accelerare il passo. In Aula i senatori del Pdl hanno risposto alle frasi di Passera difendendo il Cavaliere. Altero Matteoli ha accusato il ministro di essere stato irrispettoso verso un ex (e forse futuro) Capo di Governo: "Passera non può offendere il leader di un partito che ha governato il Paese. Credo che oggi si sia superato il limite e non parteciperò al voto". Paolo Scarpa Bonazza Buora ha aggiunto che "al ministro del non sviluppo il Pdl ha consentito di fare il ministro per 12 mesi e non è più tollerabile che i ministri insultino chi consente a loro di governare".

Oggi si è consumato dunque il primo passo verso la fuoriuscita del Pdl dalla strana maggioranza del governo tecnico. Secondo la capogruppo democratica Anna Finocchiaro la scelta mette fine all'esperienza di Monti a Palazzo Chigi: "Se il partito che da un punto di vista parlamentare ha ancora la maggiore consistenza passa all'astensione vuol dire che questo governo non ha più la fiducia delle Aule parlamentari - ha detto la Finocchiaro, invitando Monti a trarre le giuste conclusioni - Se il governo non ha più la maggioranza che aveva nel momento in cui si è insediato, a questo punto credo che Monti si debba recare al Quirinale". "Finocchiaro lasci a noi le valutazioni su quello che avverrà nei prossimi giorni. Non è questo il momento per trarre conclusioni - ha risposto Gasparri - Valuteremo cosa fare".

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