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Pensioni, Berlusconi in bilico. Vertice Pdl-Lega

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Per la prima volta Silvio Berlusconi ammette: 'La situazione è grave'. E ancora di più il Premier è pronto a 'fare un passo indietro' per consentire la nascita di un Governo diverso magari a favore del sottosegretario Gianni Letta o di Renato Schifani. Lo ha riferito ieri a colloquio con il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, dopo l'ennesimo 'nulla di fatto' del Cdm sul decreto sviluppo e sulle pensioni.

La Lega non intende cambiare idea: 'le pensioni non si toccano' e dice no anche all'ipotesi di governi tecnici. Umberto Bossi è pronto a bocciare un esecutivo guidato da Gianni Letta. "Noi non facciamo governi tecnici. Se cade il governo si va alle elezioni per forza".

Intanto si sta svolgendo a palazzo Grazioli un vertice di maggioranza per fare il punto sulla situazione in vista del vertice europeo straordinario di Bruxelles, in programma mercoledì. Il presidente del Consiglio sta incontrando i ministri leghisti Roberto Maroni e Roberto Calderoli. Al colloquio ci sono anche il segretario del Pdl Angelino Alfano, i capigruppo di Camera e Senato del partito Fabrizio Cicchitto e Maurizio Gasparri.

Il ministro delle Infrastruturre Altero Matteoli rispondendo alle domande dei giornalisti all'inaugurazione della sala Enac ha detto: "Sul nodo delle pensioni, sostanzialmente siamo tutti d'accordo che queste è meglio non tagliarle. Però, se non si tagliano le pensioni, bisogna trovare qualche altra soluzione che non è facile".

I sindacati, dal canto loro, si dicono pronti a scendere in piazza qualora si proponesse una nuova riforma delle pensioni: "Non faremo passare un sopruso di questo genere. Dire che siamo pronti a scendere in piazza è un eufemismo per dire che contrasteremo in vari modi un provvedimento di questo genere. L'unica soluzione in questo momento è andare subito al voto", ha dichiarato il segretario della Uil Luigi Angeletti.

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