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Pensioni, ecco le novità della manovra economica

  • LaPresse

Nel corso del vertice Lega - Pdl che ha avuto luogo ieri ad Arcore (leggi la notizia) sono state apportate numerose rilevanti modifiche. Tanto che, si può dire, il contenuto della manovra economica da 45,5 miliardi di euro ne è uscito in molti casi completamente mutato. Alcuni degli aggiustamenti riguardano il contributo di solidarietà sui redditi alti, che è stato cancellato, o meglio, resterà solo per parlamentari e calciatori; la decisione di non aumentare l'Iva; una stretta sulle società di comodo per i beni di lusso; un intervento sulle pensioni.

Ma vediamo meglio proprio quest'ultimo punto. Per le pensioni resterà in vigore l'attuale regime previdenziale, ma il calcolo dell'anzianità si baserà solo sugli anni di lavoro effettivi. Quindi i periodi di laurea o di servizio militare rimarranno fuori dal calcolo degli anni di lavoro necessari a raggiungere l'anzianità contributiva. Ricapitolando, dunque, le modifiche decise ieri durante il vertice di Arcore prevedono il mantenimento dell'attuale regime previdenziale già previsto per coloro che abbiano maturato 40 anni di contributi con esclusione dei periodi relativi al percorso di laurea e al servizio militare, che rimangono comunque utili ai fini del calcolo della pensione. In poche parole dal 2012 serviranno 40 anni di lavoro effettivo, al netto del riscatto della laurea e del servizio militare.

Se fino ad oggi per raggiungere i requisiti necessari a far maturare la pensione era possibile far valere oltre agli anni effettivi di lavoro anche il riscatto della laurea e del servizio militare, nel futuro le cose cambieranno. Per andare in pensione sarà necessario aver maturato almeno 40 anni di lavoro effettivo. Chi andrà in pensione con il requisito dell'età non vedrà cambiato alcunché.

Per chi ha riscattato la laurea, la Presidenza del Consiglio ha fatto sapere che le annualità riscattate continueranno a essere utili ai fini del calcolo della pensione. Ovvero, un lavoratore che ha riscattato la laurea può lasciare il lavoro solo dopo 40 anni di attività, ma il calcolo della pensione in questo caso avviene su tutti i contributi versati. Nel caso, dunque, del riscatto di un normale corso di laurea, il calcolo della pensione avviene su 44 anni. Il problema nasce per chi va ancora in pensione con il sistema retributivo, ossia per tutti coloro che nel 1995 avevano più di 18 anni di contributi. Nel sistema retributivo, infatti, la pensione è calcolata al massimo su 40 anni di versamenti.

Il governo ha stimato che la stretta sulle pensioni porterà a un risparmio di 500 milioni di euro nel 2013, di un miliardo di euro nel 2014 e ancora di più negli anni successivi.

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