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Pensioni, piano Veltroni: "Aumenti da luglio 2008"

Il Partito Democratico è deciso a "proporre un intervento immediato" sul fronte delle pensioni. È quanto assicura il leader del Pd, Walter Veltroni, insieme a Enrico Morando, Giorgio Tonini e Alessia Mosca durante una conferenza stampa nella sede di largo del Nazareno, a Roma. "L'intervento - spiega - riguarda i pensionati di oltre 65 anni e determina, a partire dal 1 luglio 2008, un incremento medio di quasi 400 euro l'anno per le pensioni fino a 25 mila euro l'anno (fino a circa 2 mila euro al mese) e un incremento fra i 250 e i 100 euro l'anno per le pensioni di importo compreso tra 25 mila e 55 mila euro l'anno".

"In particolare - spiega Veltroni - vengono innalzate le detrazioni previste per i redditi da pensione in funzione dell'età anagrafica, in modo tale da incrementare maggiormente, per ogni dato livello di pensione, le pensioni più vecchie, ossia quelle più distanti dalla data del pensionamento e quindi maggiormente erose dalla perdita di potere d'acquisto".

Roberto Calderoli: "Sulle pensioni sbaglia Veltroni a voler dare solo 400 euro di aumento ai pensionati: a questo punto diamone 1000 di euro di aumento, tanto se dobbiamo sparare sciocchezze tanto vale spararle fino in fondo. Tra precari, stipendio minimo garantito e pensioni si sarebbe già speso l'equivalente non di una ma di cinque Finanziarie. Ormai certo che sarà all'opposizione - prosegue Calderoli - Veltroni passa al bar e offre da bere a tutti, tanto poi a pagare sarà qualcun altro".

Antonio Tajani: "Ancora una volta -commenta il capogruppo di Forza italia al Parlamento europeo Antonio Tajani- Veltroni copia da Berlusconi. Il governo che è stato in carica dal 2001 al 2006 ha avuto grande attenzione per la questione previdenziale, aumentando le pensioni minime. E ora quello di una maggior tutela dei pensionati è uno dei temi portanti del programma del Pdl per i prossimi anni".

UIL: "La proposta di Veltroni di aumentare dal prossimo primo luglio le pensioni va nella direzione di quanto sempre sostenuto dalla Uil". È quanto afferma in una nota il segretario confederale del sindacato di Via Lucullo, Domenico Proietti. Questa esigenza per la Uil è infatti "insieme alla diminuzione delle tasse su salari e stipendi, la vera priorità nazionale. L'aumento delle pensioni deve avvenire seguendo la strada innovativa già avviata per l'aumento delle pensioni basse con il protocollo dello scorso 23 luglio: rivalutando in maniera significativa gli anni e l'entità dei contributi versati". Questa "è l'unica strada che risponde al criterio di equità rendendo efficace e percettibile l'intervento a milioni di pensionati. La UIL verificherà la coerenza delle forze politiche su questo decisivo tema attraverso i comportamenti concreti che esse terranno nella prossima legislatura", conclude Proietti.

Sinistra L'Arcobaleno: Il Partito Democratico e Veltroni "soltanto adesso si accorgono dei salari e pensioni basse? Dove era Veltroni ed il PD quando la Sinistra e L'Arcobaleno ha presentato emendamenti che prevedevano aumenti degli stipendi dei lavoratori e delle pensioni degli italiani?". Così Pino Sgobio, capogruppo del Pdci alla Camera e esponente della Sinistra L'Arcobaleno. "Non più tardi di qualche settimana fa - aggiunge - si sarebbe potuto ancora intervenire. Sono stati proprio le questioni dei salari e delle pensioni al centro delle priorità programmatiche politiche de La Sinistra e L'Arcobaleno anche durante il Governo Prodi. Priorità rispetto alle quali, evidentemente, Veltroni e il Pd si sono distratti. Queste sono le cose che Veltroni deve spiegare agli italiani".

CGIL: A Walter Veltroni, che ha promesso agli over 65 di aumentare le pensioni sin da luglio fino a 400 euro l'anno, il segretario confederale Morena Piccinini chiede il rispetto del Protocollo siglato lo scorso luglio e boccia la proposta di eliminare l'adeguamento dell'1,5% delle pensioni liquidate con il sistema contributivo. "Non condivido - spiega - una logica secondo la quale si propone di aumentare le pensioni vecchie a scapito di quelle che devono essere ancora liquidate".

Silvio Berlusconi rilancia: "Credo che sia un fatto di giustizia introdurre l'adeguamento al carovita, soprattutto a partire dalle pensioni più basse". Come Governo - ricorda l'ex presidente del Consiglio - abbiamo portato le pensioni di 1.850.000 pensionati a 535 euro al mese per 13 mensilità, adesso queste pensioni dovrebbero essere intorno a 560 euro al mese e procederemo (in caso di vittoria elettorale, ndr) in questa direzione". Berlusconi puntualizza inoltre: "Ma il problema per le pensioni è fondamentalmente uno: non sono state adeguate finora all' aumento del costo della vita, credo che sarebbe un fatto fondamentale di giustizia introdurre l'adeguamento ai prezzi. L'ultimo anno è stato dell'1,6% mentre i prezzi soprattutto dei beni di prima necessità sono aumentati mediamente del 4% ma il pane e la pasta del 12 e del 14 per cento".

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