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Peppino Impastato e Aldo Moro, il ricordo

Oggi, 9 maggio 2011, si celebra in Italia la Giornata in memoria delle vittime del terrorismo, politico e mafioso, e si ricordano due grandi italiani: il leader democristiano Aldo Moro e il giovane militante della Nuova Sinistra e voce di Radio Aut Peppino Impastato. Il primo ucciso dalle Brigate Rosse e il secondo dalla mafia. La Giornata in memoria delle vittime del terrorismo è stata voluta dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e dal 2008 cade ogni 9 maggio.

Nella notte tra l'8 e il 9 maggio del 1978 Peppino Impastato è stato assassinato a Cinisi; mentre a Roma, in via Caetani, il 9 maggio, è stato ritrovato il corpo di Aldo Moro.

Peppino Impastato attarverso Radio Aut, l'emittente da lui stesso fondata nel 1976, denunciava il potere politico mafioso e in particolare gli affari mafiosi del boss Gaetano Badalamenti. Impastato venne ucciso nella notte tra l'8 e il 9 maggio 1978 da uomini di Cosa Nostra. Come raccontato dal presidente del Centro siciliano documentazione 'Giuseppe Impastato', Umberto Santino, subito venne indicato come mandante dell'omicidio Gaetano Badalamenti, ma l'ipotesi che prese piede fu quella dell'attentato terroristico e del suicidio. Solo nel 2002 Badalamenti è stato condannato all'ergastolo per essere stato il mandante dell'omicidio di Impastato.

Oggi per ricordare Peppino Impastato l'associazione a lui intitolata sarà presente alle 16.30 sotto la sede di Radio Aut, in corso Vittorio Emanuele a Terrasini. Alle 17.00 il corteo si sposterà verso 'Casa memoria Impastato' a Cinisi e alle 20.30 in piazza Vittorio Emanuele Orlando verrà assegnato il premio 'Musica e cultura in memoria di Peppino Impastato' dedicato alla canzone d'autore, in collaborazione con il 'Centro Felicia e Peppino Impastato' di San Remo e l'associazione 'Musica e cultura' di Cinisi.

Lo statista Aldo Moro, cinque volte presidente del Consiglio dei ministri e presidente del partito della Democrazia Cristiana, venne rapito il 16 marzo 1978 ed ucciso nel maggio dello stesso anno da appartenenti al gruppo terrorista delle Brigate Rosse. Dopo 55 giorni di prigionia il corpo senza vita di Moro venne ritrovato il 9 maggio nel portabagagli di una Renault 4 rossa a Roma, in via Caetani. Un luogo scelto non a caso. Via Caetani, infatti, era vicina sia a Piazza del Gesù, dove si trovava la sede nazionale della Democrazia Cristiana, sia a via delle Botteghe Oscure, dove c'era la sede nazionale del Partito Comunista Italiano.

Il Consiglio regionale della Puglia ha commemorato oggi la tragica scomparsa di Moro. La cerimonia si è svolta a a Bari, in piazza Moro, davanti al monumento allo statista magliese, su iniziativa della Federazione dei Centri Studi 'Aldo Moro e Renato Dell'Andro', presieduta dall'ing. Luigi Ferlicchia. Il presidente del Consiglio regionale della Puglia, Onofrio Introna, ha affermato che è intatto il dolore davanti al 'corpo riverso nella Renault' lasciata in via Caetani il 9 maggio 1978. Introna ha detto: 'Era quello dell'uomo di Stato per il quale tutti avevamo trepidato nei 55 giorni della sua prigionia nelle mani delle Brigate Rosse. Un Paese lacerato da tensioni politiche e sociali si era unito in una protesta unitaria, in una lunga serie di dimostrazioni e di cortei, dove le bandiere rosse dei sindacati sfilavano insieme al Tricolore ed ai gonfaloni delle Istituzioni'.

Il presidente del Consiglio regionale della Puglia ha poi aggiunto: 'Trentatré anni dopo è viva la memoria dello statista pugliese, uno dei protagonisti della nascita della democrazia italiana nel dopoguerra, uno dei padri della svolta repubblicana e della Costituzione'.

In occasione della Giornata della memoria dedicata alle vittime del terrorismo, Napolitano ha ricordato il ruolo cardine svolto dai magistrati. Questa mattina al Quirinale è stato presentato il volume a cura del Consiglio superiore della magistratura 'Nel loro segno', che ricorda i 26 magistrati vittime del terrorismo e delle stragi di mafia. Nell'introduzione il Capo dello Stato ha scritto: 'Negli anni degli attentati terroristici, l'Italia corse rischi estremi. Sapemmo uscirne nettamente, pur pagando duri prezzi, e avemmo così la prova di quanto profonde fossero nel nostro popolo le riserve di attaccamento alla libertà, alla legalità, ai principi costituzionali della convivenza democratica, su cui poter contare'.

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