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Pietro Grasso presidente del Senato 2013

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Dopo una giornata di contrattazioni, annunci e dolorose riflessioni, Pietro Grasso è stato eletto nuovo presidente del Senato 2013. L'ex procuratore antimafia ha avuto la meglio al ballottaggio con Renato Schifani, il candidato del Pdl, portando a casa 137 preferenze contro 117 dell'avversario, con 52 schede bianche e 7 nulle. Un risultato che significa che anche parte dei centristi di Mario Monti e dei senatori del M5S ha deciso di accordare la propria preferenza a Grasso, a dispetto delle intenzioni dichiarate alla vigilia del voto.

Laura Boldrini presidente della Camera 2013

Nato a Licata il 1° gennaio 1945, Pietro Grasso ha 'rischiato' di non diventare magistrato per fare invece il calciatore. "Da ragazzino giocava a pallone, tre allenamenti settimanali, la riunione del sabato e la partita domenicale", scrivono Giorgio Dell'Arti e Massimo Parrini nel Catalogo dei viventi (Marsilio, 2009), "un po' troppo impegnativo per essere solo un hobby. Gli studi ginnasiali cominciavano a risentirne". Così, quando il papà gli chiede di scegliere, il giovane Pietro opta per la carriera giuridica: "Non ebbi alcun dubbio giacché sapevo sin da bambino di voler fare il magistrato".

Pietro Grasso presidente del Senato 2013: le foto

E così è stato: Grasso è diventato magistrato, venendo eletto al culmine di una brillante carriera capo della Direzione Nazionale Antimafia (DIA), l'11 ottobre 2005. Una nomina arrivata dopo anni trascorsi a fianco di personalità del calibro di Alfonso Giordano, Gerardo Chiaromonte, Luciano Violante, Giovanni Falcone e Pier Luigi Vigna, ma non priva di polemiche. Grasso, infatti, è diventato procuratore nazionale antimafia in seguito all'esclusione di Gian Carlo Caselli per sopraggiunti limiti di età, in seguito all'approvazione della cosiddetta Riforma Castelli promossa dal senatore Luigi Bobbio (An) e poi giudicata illegittima dalla Corte Costituzionale.

Laura Boldrini, presidente della Camera 2013: le foto

Durante il suo mandato, tuttavia, ha dimostrato senza ombra di dubbio le proprie qualità, contribuendo in modo determinante alla cattura di Bernardo Provenzano e portando a termine un'indagine su un giro di appalti controllati da alcune cosche mafiose di Vibo Valentia per la costruzione di villaggi vacanze sulla costa di Catanzaro. L'operazione, ribattezzata Odissea, si è conclusa con 41 procedimenti di custodia cautelare e al termine del primo mandato Grasso è stato riconfermato senza polemiche alla guida della DIA.

Del maxiprocesso a Cosa nostra, durato dal 10 febbraio 1986 al 10 dicembre 1987 e al quale partecipò con l'incarico di giudice a latere, l'ex procuratore ha ricordato il suo primo ingresso nell'Aula bunker, affermando: "Ho sentito un nodo alla gola. L'emozione è durata solo un istante". Sempre Giorgio Dell'Arti e Massimo Parrini riportano un altro toccante aneddoto: "Sono fatalista. Se non avessi trovato un posto sull’aereo Roma-Palermo venerdì 22 maggio 1992, il giorno dopo sarei volato in Sicilia con Giovanni Falcone e Francesca Morvillo. Stesso aereo, stessa auto...".

Protagonista di accesi scontri con Giancarlo Caselli e Francesco Messineo, Pietro Grasso è sposato con Maria, insegnante, è padre di Maurilio, vicecapo della squadra mobile di Padova, e ha mantenuto la passione per il calcio tifando Palermo. Ha annunciato la sua candidatura con il Pd il 27 dicembre 2012 (presentando al Csm richiesta di aspettativa per motivi elettorali) e al voto del 24-25 febbraio è stato eletto al Senato come capolista della lista PD nella regione Lazio.

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