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Pino Rauti, morto il fondatore del Movimento Sociale

Pino Rauti, 86 anni il prossimo 19 novembre, si è spento alle 9.30 di questa mattina nella sua casa di Roma: giornalista e politico, storico fondatore del Movimento Sociale Italiano, è stato uno degli esponenti più noti del neofascismo.

Pino Rauti: guarda le foto

Nato a Cardinale, provincia di Catanzaro, il 19 novembre 1926, Giuseppe Umberto Rauti (questo il suo nome di battesimo), si avvicina giovanissimo alla politica. Laureato in Legge, prende parte come volontario alla guerra nella Repubblica sociale italiana e alla nascita dell'MSI nel 1946. Quattro anni dopo viene arrestato con l’accusa di attività clandestina in merito all'organizzazione neofascista che rispondeva alla sigla FAR: dopo due attentati a Roma, presso il Ministero degli Esteri e all'ambasciata statunitense, molti quadri dell'organizzazione finiscono in carcere, ma Rauti viene assolto con formula piena un anno e tre mesi dopo.

Nel 1954 fonda il centro studi Ordine nuovo, nome che negli anni '60 e '70 viene usato per rivendicare una serie di attentati, ai quali Rauti si è sempre dichiarato estraneo. Nel 1956 lascia il Msi, allora guidato da Arturo Michelini, per poi rientrarvi nel 1969 (con l'arrivo alla segreteria di Giorgio Almirante) e diventarne vicesegretario dieci anni dopo. Eletto parlamentare nelle file del Movimento dai primi dai primi anni '70 fino al 1994, nel 1990 diviene segretario strappando la vittoria a Gianfranco Fini, ma il partito non riusce ad arginare la perdita di voti seguita alla morte di Almirante. La scissione definitiva con l'Msi avviene con la fondazione di Alleanza Nazionale da parte di Fini: nel gennaio 1995 Rauti sconfessa il nuovo soggetto politico nato dalla svolta di Fiuggi e fonda il movimento Ms-Fiamma tricolore e poi il Movimento idea sociale.

Apologeta del Duce ("Gli italiani amano Mussolini, il suo calendario nelle edicole va a ruba, molto più dei gadget di Che Guevara") Rauti è stato rinviato a giudizio nel 2008 per strage per la bomba neofascista di piazza della Loggia a Brescia (28 maggio 1974) che provocò otto morti e 108 feriti, e ancor prima era stato accusato per le stragi di piazza Fontana e della stazione di Bologna. In tutti e tre i casi assolto, Rauti si è definito "un perseguitato politico". Secondo il pm Roberto Di Martino, quella di Pino Rauti è una "responsabilità morale, ma la sua posizione non è equiparabile a quella degli altri imputati dal punto di vista processuale. La sua posizione è quella del predicatore di idee praticate da altri ma non ci sono situazioni di responsabilità oggettiva. La conclusione è che Rauti va assolto perché non ha commesso il fatto".

Rauti era considerato l'esponente più a sinistra dell'Msi, soprannominato "il Gramsci nero" per le sue posizioni anticapitaliste e terzomondiste che lo avevano portato a scontrarsi con le frange più conservatrici del Movimento. Padre di Isabella Rauti, moglie di Roma Gianni Alemanno, Rauti ha manifestato il suo appoggio al candidato sindaco di Roma al secondo turno delle elezioni comunali nel 2008. Anche la Rauti è stata ed è impegnata in politica, prima nel Fronte della Gioventù e nel MSI, successivamente nel Movimento Sociale Fiamma Tricolore e in Alleanza Nazionale. Oggi è consigliere regionale del Lazio per il Popolo delle Libertà.

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