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Pisapia: "La Moratti ha perso la testa"

Dopo l'attacco frontale di Letizia Moratti che l'ha accusato di terrorismo, il candidato del centrosinistra a Milano ha rilasciato una lunga intervista a Repubblica in cui - senza lanciarsi in invettive ma con fermezza - ancora una volta si sofferma sulle sue frequentazioni giovanili per fare chiarezza sul caso che l'ha visto coinvolto in un processo per furto e spiega perché il sindaco uscente e la sua coalizione perderanno.

Moratti vs Pisaspia: il video dello scontro

Le reazioni dopo il confronto negli studi di Sky

Pisapia racconta che frequentava "il collettivo studentesco di via Decembrio, che era un centro culturale con libreria", un luogo di aggregazione dove si criticava da sinistra il PC, ma che "ha fatto da argine politico per tanti giovani, mentre altri sceglievano la strada della violenza". Uno dei tanti circoli attivi in quegli anni, insomma, dove ha trovato una formazione morale che l'ha portato a non condividere un certo tipo di estremismo: "ecco perché non mi vergogno del mio passato e rivendico le mie posizioni di sinistra che non hanno nulla a che vedere con il terrorismo". Forte della sua integrità, il candidato del centrosinistra si permette anche un affondo che pur non oltrepassando i limiti - vedi l'avversaria Moratti - fa male agli avversari e pensare i loro elettori: "le persone che frequentavo io erano di sicuro meno estremiste di altri che oggi siedono in parlamento o al governo. Penso al sottosegretario Micciché, al ministro La Russa, al sindaco Alemanno ma anche a chi militava in Potere operaio".

E per chi ancora avesse dei dubbi sul suo proscioglimento da ogni accusa, Pisapia spiega che "l'accusa di concorso morale in furto è stata coperta da amnistia in primo grado, ma i giudici scrivono nella sentenza che comunque mi avrebbero assolto per insufficienza di prove. Ho fatto comunque ricorso in appello e lì sono stato assolto nel merito" chiudendo con un paragone che è una stoccata per il principale sostenitore della Moratti, Berlusconi: "anche il premier Berlusconi si è servito dell'amnistia: la differenza è che lui non ha chiesto che fosse provata la sua innocenza piena". Ma del resto la campagna elettorale a Milano è una battaglia, si è visto, e per quanto il candidato sindaco dell'opposizione non è uno da duello all'arma bianca, anche lui non ha intenzione di fare sconti agli avversari. Tanto più dopo il trattamento che loro hanno riservato a lui.

Così, della Moratti dice che se anche lei sostiene di venire da una famiglia moderata "di certo non lo è lei", dipingendola come una sorta di burattino nelle mani di altri: "non è più autonoma, è succube degli estremisti del suo partito". Le stesse mani che le avrebbero "passato" la notizia con cui durante il vis à vis elettorale di Sky ha tirato la stoccata a Pisapia: "vedo quella mano che va a cercare atti processuali di trent'anni fa: non sono i servizi segreti deviati, ma un modo deviato di fare politica". Una scelta disperata, secondo Pisapia, dettata dalla paura di perdere: "(Letizia Moratti, ndr) non si aspettava il consenso che sta convergendo su di me da mondi lontanissimi: anche, certamente, da quella borghesia illuminata di Milano che è tornata a impegnarsi per la città, ma anche dei giovani, erano in 20mila martedì al concerto gratuito che abbiamo organizzato. Una cosa che a Milano non si è mai vista. E questo la Moratti non riesce ad accettarlo".

Ma perché un simile gesto da una come la Moratti, che tutto sembra meno che un mastino della maggioranza alla Santanchè? "Cerca di infangarmi perché sono riuscito a tenere assieme la coalizione, e perché il Pdl sa che c'è grande fiducia su di me da mondi che la Moratti pensa siano cosa sua. Lei ha perso la testa, noi manteniamo la calma. Per il ballottaggio, poi, non credo che centristi e grillini abbiano apprezzato il suo gesto" spiega il candidato del Pdl, aggiungendo di avere ricevuto dopo il "fattaccio" la solidarietà di "diversi deputati ed ex deputati del Pdl. E un moderato come Achille Serra mi ha telefonato per ribadirmi la sua stima". Un segnale di certo non bello per il sindaco uscente.

Prima di congedarsi, Pisapia affonda un ultimo colpo contro la Moratti e i suoi sostenitori, evidenziando le crepe tra loro e altri esponenti del centrodestra: "mi domando quale sia, ormai, la differenza tra Moratti, Berlusconi e Lassini. I loro metodi sono gli stessi, da estremisti. Molti, nel centrodestra, si sono tenuti lontani dalle dichiarazioni oppure, come il leghista Salvini, hanno detto: Letizia è una bugiarda" e chiude con una frase che riassume in poche parole tutta la persona: "è la prima volta in vita mia che non do la mano a qualcuno. Ed è anche la prima volta che faccio una querela". Un altro mondo.

 (foto © LaPresse)

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