Excite

Polemiche dopo la conversione di Magdi Allam

Sono 138 gli intellettuali e leader religiosi musulmani che hanno criticato il modo in cui è avvenuta la conversione al cristianesimo di Magdi Allam, vice direttore del Corriere della Sera. Secondo i 138 è stato deliberato e provocatorio l'atto di battezzare Allam "in un’occasione così speciale e in modo così spettacolare" e per questo motivo hanno chiesto alla Santa Sede di prendere le distanze da quanto dichiarato da Allam. "Non è lontano dalla verità - hanno affermato i 138 attraverso Aref Ali Nayed, direttore del Centro regale di studi strategici islamici ad Amman, in Giordania - vedere questo episodio come un altro modo di riaffermare il messaggio di Regensburg

"L’islam come fede è un dono divino - ha spiegato Nayed - come tale è concesso per grazia divina. Come una persona risponda a questo dono, è una questione profondamente intima tra la persona e Dio. L’anima di Allam è meglio conosciuta, e giudicata, dal suo Creatore. E’ Dio che lo giudicherà su come egli ha risposto al dono della fede. Egli è responsabile di fronte al suo Creatore, nella misura della sua libertà e capacità. Come conseguenza della sua giovanile educazione scolastica cattolica, sembra che non abbia mai mantenuto o praticato i principi dell’islam".

Le critiche da parte dei 138 intellettuali e leader religiosi musulmani sono chiare: "Il caso di Allam ci ricorda delle legittime preoccupazioni di molti studiosi musulmani per quanto riguarda l’abuso di fiducia che a volte avviene quando i genitori musulmani, per motivi economici o di altro ordine, mandano i loro figli nelle scuole cattoliche. Quel che accade ai bambini, compresi i bambini musulmani, nelle scuole cattoliche è una questione che deve essere discussa come parte del tema della ’dignità umana’ nelle prossime discussioni. L’uso delle scuole a fine proselitistico è uno dei temi importanti da discutere. Per quanto riguarda l’atto del Vaticano deliberato e provocatorio di battezzare Allam in un’occasione così speciale e in modo così spettacolare, è sufficiente dire quanto segue. Primo, è triste che l’atto intimo e personale di una conversione religiosa divenga uno strumento trionfalistico per segnare punti. Tali strumentalizzazioni di una persona e della sua conversione è contraria ai principi basi della dignità umana. Giunge inoltre in un momento altamente inopportuno in cui sinceri musulmani e cattolici stanno lavorando molto duramente per riparare alle fratture tra le due comunità. Secondo, è triste che la persona prescelta per un gesto così fortemente pubblico ha generato, e continua a generare, argomenti di odio. Il messaggio fondamentale dell’articolo più recente di Allam è lo stesso messaggio dell’imperatore bizantino citato dal Papa nella sua lezione di Regensburg tristemente nota. Non è lontano dalla verità vedere questo come un altro modo di riaffermare il messaggio di Regensburg. E’ ora importante per il Vaticano prendere le distanze dal discorso di Allam. I musulmani dovrebbero prendere l’evidente battesimo papale come un appoggio del discorso di Allam relativamente all’islam? Terzo, è triste che Benedetto XVI abbia scelto di fare del messaggio fondamentale del suo discorso religioso durante la speciale occasione della Pasqua un messaggio quasi-manicheo sui temi del ’buio’ e della ’luce’, assegnando il 'buio' agli 'altri' e la 'luce' a 'se stessi'. E’ anche triste che l’idea di pace esposta in quel discorso si riduca a portare l’altro nella propria Chiesa attraverso il battesimo. Tale discorso totalitario romano non è affatto utile. L’intero spettacolo con la sua coreografia, il suo personaggio e i suoi messaggi provoca autentiche domande circa le motivazioni, le intenzioni, e i piani di alcuni dei consulenti del Papa sull’islam. Ciononostante non permetteremo che questo sfortunato episodio ci distolga dal nostro lavoro nel perseguire un 'Mondo comune' per il bene dell’umanità e della pace mondiale. Per noi la base per il dialogo non è una logica della reciprocità 'occhio per occhio, dente per dente', ma piuttosto una teologia compassionevole della conciliazione per il bene dell’Amore di Dio e del prossimo".

Mentre infuriano le polemiche, in un'intervista al quotidiano Libero, Allam ha detto: "Non ho paura della morte, sono convinto che si debba andare avanti. Tutti noi dobbiamo proseguire sulla strada della verità, della libertà e dell'affermazione della vita. Non intendo cedere né farmi intimidire in alcun modo. So di essere nel giusto. Sono fiero di essere stato battezzato pubblicamente dal Papa. Quello che voglio testimoniare è che la libertà religiosa è un diritto sacrosanto da sbandierare con orgoglio. Ho definitivamente rotto i ponti con l'Islam e con ciò che costituisce". Nel corso dell'intervista il giornalista ha anche raccontato che il prossimo 22 aprile sposerà in chiesa sua moglie Valentina Colombo e che loro figlio Davide, di 9 mesi, è già stato battezzato un mese fa dal vescovo di San Marino.

politica.excite.it fa parte del Canale Blogo News - Excite Network Copyright ©1995 - 2016