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Politico giapponese piange disperato davanti ai giornalisti: aveva rubato soldi pubblici (VIDEO)

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Un video come quello che mostra un rappresentante del parlamento del Giappone in lacrime per l’accusa di sottrazione di denaro pubblico allo Stato, in un periodo di crisi economica e questione morale in Italia ma non solo, è destinato a diventare virale con estrema facilità.

Tokyo, migliaia di visitatori per l'Hanami del 2014

Il popolo del web non poteva chiedere di meglio, anche perché il personaggio in questione ha sicuramente aggiunto qualcosa di suo ad una scena drammatica ed allo stesso tempo carica di involontaria comicità, per via del pianto a dirotto del protagonista davanti alle telecamere.

In patria Ryutaro Nonomura era stato bersagliato di accuse per una vicenda spinosa riassumibile con l’uso disinvolto dei rimborsi con soldi statali di viaggi e benefit legati all’incarico pubblico ricoperto dal 47enne di Hyogo, mentre all’estero fino a poche ore fa la notizia del piccolo scandalo nipponico era passata inosservata.

Sono bastati 2 minuti di pianto infantile di fronte alla folta platea di giornalisti durante una concitata conferenza stampa incentrata sull’inchiesta che lo riguardava, per far diventare il deputato giapponese una celebrità nel mondo, grazie all’irrefrenabile potenza della rete ed alla “cattiveria” di non pochi utenti, in gran parte divertiti dal devastante sfogo di Nonomura o comunque interessati alle evidenti differenze di reazione dell’uno o dell’altro politico rispetto al disonore di gravi accuse di corruzione.

(Giappone, un parlamentare scoppia in lacrime durante conferenza stampa per le accuse di peculato)

Dentro i confini italiani, avranno pensato in molti, simili episodi non succederebbero mai, essendo il peculato o le pratiche corruttive considerati ormai la normalità sia dalla classe dirigente che da una buona fetta di opinione pubblica.

La somma sottratta all’erario da Ryutaro Nonomura, va peraltro sottolineato, appare quasi irrisoria al confronto delle mastodontiche cifre periodicamente snocciolate dai magistrati che indagano su vecchie e nuove Tangentopoli in Italia: 20 mila euro rubati ai contribuenti giapponesi, per un totale di 195 viaggi in un anno non giustificati da rendiconto e ricevute.

Sull’accaduto la parola definitiva verrà pronunciata nei prossimi mesi dall'autorità giudiziaria competente, ma l’indagato ha assicurato, interrompendo a stento il pianto disperato, di voler ancora “cambiare questa società” dopo aver pagato fino in fondo il debito con la giustizia.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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