Excite

Polverini a Piazzapulita: "Non sapevo nulla, sono stata tradita". Ma niente dimissioni

  • Corriere.it

Renata Polverini ha rotto il silenzio delle ultime 24 ore con un intervento in diretta nella trasmissione di La7 Piazzapulita. Ancora un’esclusiva per Corrado Formigli, dunque, che dopo il polverone sollevato con lo scoop sul Movimento 5 Stelle si aggiudica la presenza dell’esponente politico del momento. La presidente della regione Lazio, dopo due giorni in cui si sono rincorse vorticosamente le voci sulle sue presunte dimissioni (annunciate, poi smentite, e poi ancora rimandate), ha deciso di parlare ai cittadini per spiegare la sua posizione dopo l’esplosione dello scandalo Fiorito.

Renata Polverini a Piazzapulita: guarda il video

"Siamo noi l'anti politica", aveva detto la Polverini nell’infuocato discorso al Consiglio regionale in cui ha proposto le sue misure di spending review. Lo stesso concetto, sostanzialmente, viene ribadito dall’ex sindacalista a Piazzapulita a commento dell’inchiesta di Valentina Petrini. Si comincia infatti con un ritratto del "federale de Anagni" Franco Fiorito, indagato per peculato in merito alla gestione fondi regionali destinati al partito. Un viaggio tra le sue tante case (una decina tra Roma e Anagni), i 109 bonifici con soldi pubblici transitati dai conti Pdl ai suoi, le auto e la barca. Poi le spese pazze a nome del partito: le fatture di cene sociali di esponenti del Pdl da diecimila euro l’una, a base di shampagne e ostriche nei più prestigiosi locali romani, le spese di rappresentanza per cravatte e sciarpe di seta, week-end in Sardegna per Fiorito e il preventivo per un set dell’antica Roma a Cinecittà (per una festa che poi non sarebbe stata realizzata) da 48mila euro. Spese che per il gruppo regionale hanno raggiunto tra il 2008 e il 2010 i 7,5mln di euro. Infine c’è la testimonianza di Luigi Gabriele, esponente del comitato elettorale di Fiorito nel 2005: rivelazioni scioccanti sulle modalità con cui i candidati drogano le campagne elettorali con spese milionarie in nero, sapendo di poter recuperare tutto con fatture false per attingere ai fondi pubblici.

Le dimissioni di Renata Polverini

Sono questi gli elementi grotteschi dello scandalo giudiziario che rischia di stravolgere la Regione Lazio e l’intero Pdl, anche a livello nazionale, ma l’attenzione è tutta concentrata su di lei, perché tutti si chiedono se la Polverini poteva non conoscere i comportamenti della sua maggioranza in Consiglio regionale. Tutto quello che la Predidente riesce a dire è che lei non c’entra niente, non ha responsabilità, anche se la sua autodifesa sembra fare acqua in più punti. A cominciare dalle spese per la sua campagna alla Presidenza: "Non è mio costume cercare scappatorie per pagare le campagne elettorali, la mia la stiamo ancora pagando da due anni e mezzo - ma quando le viene chiesto il costo dice di non saperlo - tanti soldi, ma non ricordo quanti" (salvo poi far sapere a fine intervista che si tratta di oltre 7 milioni, di cui 2 e mezzo ancora da restituire, non si sa bene a chi).

Il discorso di Renata Polverini al Consiglio Regionale

Di Fiorito dice di averlo conosciuto perchè era un candidato della sua lista, e di essersi resa conto della sua disponibilità economica nell’animare una campagna elettorale imponente: "sapevo che stava bene di famiglia, ma non mi sono fatta altre domande. Ha preso oltre 27mila voti, è un bagaglio importante per un eletto provincia di Frosinone". Poi inizia la lunga lista degli sprechi a sua insaputa: la Polverini dice di non essere stata a conoscenza di come i fondi pubblici venivano gestiti da Fiorito e di avere scoperto solo in questi giorni che tutti i consiglieri del Lazio prendono uno stipendio più alto del presidente di giunta. "Solo adesso mi sono fatta un’idea", dice la Polverini, ma poi si contraddice sostenendo di avere già scritto nelle scorse settimane a Mario Monti per incitare ad una spending review dei fondi regionali: "sapevo che fossero tanti soldi, ma non sapevo come fossero ripartiti in Consiglio".

Poi rivendica di aver imposto il suo pacchetto di riforme e tagli al Consiglio, che per legge è autonomo dalla Giunta, operando un abuso di potere necessario per cambiare rotta: "Ho chiesto al Consiglio, entro la scadenza di domani, di portare a casa il primo pacchetto di provvedimenti, tutti gli atti della giunta sono pronti, è previsto il blocco totale dei trasferimenti ai gruppi consiliari". Dunque una risposta indiretta alla domanda del giorno: darà le dimissioni? No di certo, ma continua a sventolarle senza sosta: "Me ne vado se non c’è un’azione seria di contenimento dei costi della politica".

Ad un certo punto dell'intervista parte poi il racconto delle sofferenze personali della Polverini e della necessità di scusarsi per lo spreco di denaro pubblico: "Ho chiesto scusa ai cittadini anche se non ho responsabilità" dice la presidente, per poi tornare sull’argomento del suo ricovero al Sant’Andrea. E non lo si chiami spreco di denaro pubblico: "Ero in un reparto chiuso per ferie, mi sono appoggiata in una stanza: ho un’assicurazione privata pagata con mio stipendio, ma sono presidente del lazio ho trovato giusto andare lì dove mi hanno diagnosticato il tumore".

Durante l’intervista il conduttore Formigli si lancia poi in un lungo elenco di assunzioni di ex Ugl (il sindacato di cui la Polverini era segretario), estensioni dei vitalizi agli assessori aggiunti, costose campagne di comunicazione istituzionale, progetti discutibili finanziati con fondi europei dalla finanziaria del Lazio. Accuse respinte al mittente dalla Polverini, che rivendica ottimi risultati dal punto di vista amministrativo e spiega di essersi circondata di persone fidate che andranno via con lei una volta terminato il mandato. Sulla foto della famosa festa in maschera del vicecapogruppo Pdl De Romanis, invece, la Polverini sorride e cerca di minimizzare: "Mi hanno invitata, ho fatto una foto con loro e sono andata via. Certo se mi avessero detto che era a tema non sarei andata, se poi si vogliono divertire così... l’importante è che sia stata pagata con soldi suoi". Ventimila euro, per la cronaca.

Infine, qualche considerazione sul suo futuro politico: dal Pdl nessuno le ha chiesto di dimettersi e Berlusconi l’ha invitata ad andare avanti, perché d’altronde questa faccenda "coinvolge alcune persone in Consiglio regionale, non mi hanno trovato con le mani nel sacco e mai mi ci troveranno. Con le mie delibere di giunta ho cessato la possibilità di intrallazzare". Smentito anche un presunto passaggio all’Udc di Casini, ma la Polverini ammette di essersi sentita "tradita" dagli esponenti della sua maggioranza in Consiglio con un "sistema che sperava di farla franca anche in un momento difficile su di questo". Ma niente paura, tirerà avanti come sempre: "Non m’ammazza nessuno".

Italia - Excite Network Copyright ©1995 - 2017