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Pontida, al raduno anche Renzo Bossi

Si è svolto ieri a Pontida il ventennale del raduno leghista che, secondo l'organizzazione, ha visto la partecipazione di 50mila persone. E' stato un raduno all'insegna del maltempo a causa del quale tanti pullman non sono arrivati. All'evento ha partecipato anche Renzo Bossi, figlio del leader della Lega Umberto.

I militanti hanno riservato al giovane, eletto consigliere regionale alle ultime elezioni regionali, una maglietta con sù scritto 'trota, il suo ormai famoso soprannome, e la caricatura che lo raffigura come un pesciolino verde e riccioluto. Renzo Bossi, però non ha fatto solo presenza.

Il neoeletto consigliere regionale è salito sul palco due volte, la prima volta insieme a tutti i leghisti eletti in consiglio regionale in Lombardia, la seconda al termine del comizio del padre Umberto, per raccontare i successi della nazionale di calcio Padana che ha conquistato il titolo mondiale della nazioni non rappresentate sia con gli uomini che con le donne.

Al raduno hanno parlato anche gli altri esponenti della Lega, come il sottosegretario alle Infrastruture Roberto Castelli che ha detto: 'La Lega tiene unito questo Stato altro che volerlo distruggere e se non ci sarà il federalismo ci potrà essere solo la secessione ma non perché la chiederà la Lega ma perché la vorrà tutto il Nord', e il presidente del Veneto Luca Zaia il quale nel suo intervento ha affermato: 'Siamo stanchi di sentire in tv parlare in napoletano e romano. Ci sono decine di migliaia di persone che parlano e pensano in veneto. Non capiamo per quale motivo sarebbe un'offesa parlare in veneto e in bergamasco in televisione'. Tanti, poi, i temi toccati da Zaia: lavoro, federalismo e crocifisso nelle scuole.

Al raduno ha parlato anche Umberto Bossi che ha affermato: 'C'è un solo ministro per il federalismo e sono io. Il federalismo lo facciamo io e Calderoli e la nomina di Aldo Brancher a ministro per la Attuazione del federalismo non comporta nulla perché a lui si è pensato di dare il decentramento che è importante. Quando la Lega partì pensavamo che i passaggi alla via democratica sarebbero stati due: il primo attraverso il federalismo e il secondo attraverso il decentramento portando via così i poteri alla capitale. Il nostro paese è il più centralista d'Europa e forse del mondo e rimane arretrato di 30 anni rispetto all'Inghilterra e di 20 rispetto alla Francia. Per questo riteniamo che il federalismo e il decentramento potevano far diventare capitali città come Milano, Torino o Venezia. In ogni caso io e Calderoli, dopo tanto lavoro portiamo a casa il federalismo. E' ormai tutto pronto'.

 (foto © LaPresse)

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