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Primarie Lombardia centrosinistra: si sceglie il candidato per il dopo Formigoni

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Il centrosinistra chiude il cerchio: dopo le primarie nazionali per scegliere il candidato premier e l'annuncio di quelle per i parlamentari (a fine dicembre), oggi in Lombardia si vota per eleggere chi correrà al Pirellone per il dopo Formigoni tra Umberto Ambrosoli, Alessandra Kustermann e Andrea Di Stefano. Dalle 8 alle 20, dunque, in 1033 seggi (230 a Milano) gli abitanti della regione potranno esprimere la loro preferenza su chi vogliono candidato al ruolo di nuovo presidente.

Primarie Lombardia centrosinistra: Umberto Ambrosoli, l'intervista

I tre 'aspiranti' non fanno parte della tradizionale nomenklatura politica, ma sono professionisti molto in vista nella scena lombarda, a partire dal 'favorito', Umberto Ambrosoli. Avvocato penalista e figlio di Giorgio Ambrosoli, il commissario liquidatore della Banca Privata Finanziaria assassinato nel 1979 da un killer di Michele Sindona, il quarantunenne è il più moderato dei candidati e gode dell'appoggio oltre che del Pd anche del sindaco Giuliano Pisapia e della sua lista. Alessandra Kustermann, primo primario donna dell'ospedale Mangiagalli, è invece decisamente più spostata a sinistra e rappresenta il più temibile avversario di Ambrosoli, mentre il giornalista di Radio Popolare e direttore della rivista Valori, Andrea Di Stefano, è considerato l'outsider della situazione.

Per quanto riguarda le operazioni di voto vere e proprie, invece, le regole sono più semplici rispetto a quelle applicate per le primarie nazionali. Confermati 3/4 dei seggi utilizzati in quella occasione (con alcuni gazebo e banchetti all'aperto spostati in circoli e locali messi a disposizione dalle varie sigle, date le condizioni climatiche avverse), gli elettori ammessi a partecipare devono essere residenti in Lombardia, avere compiuto 16 anni e, nel caso di immigrati, essere in possesso di regolare permesso di soggiorno. Per votare, infine, è necessario presentare un documento di identità valido, pagare 1 euro e firmare la carta di intenti della coalizione. Nessuna pre-iscrizione, dunque, mentre per conoscere il proprio seggio è sufficiente consultare il sito pattocivicolombradia.it.

I primi risultati sono previsti per le 22, ma sul successo della consultazione pesa la neve e il freddo che in questi giorni stanno flagellando la Lombardia, oltre a un po' di 'stanchezza' da parte degli elettori e la diversa copertura mediatica dell'evento rispetto alle primarie nazionali. L'obiettivo dichiarato è quello di raggiungere i 100 mila voti, ma come notava ieri su Twitter il giornalista Franco Bomprezzi, "Milano sotto la neve, bella, ma una barriera in più. Difficile domani per le persone disabili votare alle primarie". Qualcuno, invece, ha già espresso la sua preferenza: facendo richiesta ai vari comitati provinciali, infatti, era possibile votare in anticipo rispetto alla data stabilita.

Oltre all'incognita affluenza, infine, sulla giornata del voto oggi pesa anche la polemica per le frasi pronunciate dal Papa in merito ai matrimoni gay. L'arcigay, infatti, ha minacciato di chiudere la sede che ha messo a dipsosizione per ospitarie le primarie, determinando le immediate reazioni dei tre candidati. In particolare, Kustermann ha detto che chiudere "è un errore", osservando: "Ho sempre difeso il diritto di amare chiunque, le coppie di fatto e il matrimonio tra gay. Ma un conto è quello che deve dire chi è al Parlamento, al di là della propria fede, nell'interesse di tutti cittadini, un altro il Papa, che si rivolge ai cattolici".

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