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Primarie, Matteo Renzi e il fuorionda a Radio105: "Se perdo porto gli amici in Parlamento"

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Matteo Renzi è inciampato a pochi passi dal traguardo: lanciatissimo nella corsa alle primarie del centrosinistra (i sondaggi lo danno al secondo posto, dopo Bersani e prima di Vendola), il sindaco di Firenze è scivolato a poche ore dal voto su un terreno pericoloso, quello delle candidature nelle liste. La frase incriminata, che certo non lo aiuta a 48 ore dalla consultazione degli elettori, gli è scappata durante un'ospitata a Radio 105, mentre era in onda la pubblicità.

Il fuorionda di Matteo Renzi a Radio105: guarda il video

Ancora una volta microfoni accesi fanno tremare la politica. Dopo il fuorionda che ha inguaiato il grillino Favia e quello che ha raccolto gli sfoghi dei colleghi 5 Stelle contro Federica Salsi, anche per il Pd arriva la patata bollente della dichiarazione imbarazzante che non passa inosservata. E se ha pronunciarla è colui che si spaccia per il cambiamento in grado di risollevare l'Italia, allora l'imbarazzo è doppio.

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Il diretto interessato ha giurato che non si trattava di un fuorionda, ma di una frase buttata lì durante lo stacco pubblicitario. Eppure quel "Se perdo porto un po' di amici in Parlamento" sta facendo discutere. Inevitabilmente. Così come il seguito: "Cercherò di avere un po' di spazio, ma io non mi faccio comprare (...) se vinco con la storia della rottamazione, tutti da me si aspettano questo: se non lo faccio mi vengono a rincorrere".

L'intervento riparatore arriva in un altro programma radiofonico, al Gr del Mattino di Lady Radio, dove Renzi si dice per nulla imbarazzato per la dichiarazione infelice e perfettamente consapevole che le sue parole sarebbero comunque state trasmesse sul web: "Eravamo a fare questa trasmissione – ha spiegato – e ci avevano detto all’inizio che delle cose andavano in radio, poi, quando c’era la pubblicità, delle cose andavano su Internet. Ho detto le cose che avrei detto anche in radio, ma siamo alla fine della campagna elettorale...". Appunto. Una dichiarazione così, a 48 ore dal voto, non si è rivelata certo una grossa astuzia. Tanto che il rottamatore per eccellenza si affretta a spiegare che, al di là del significato letterale della frase, il senso era un altro, ovvero "Se qualcuno dei nostri vincerà le primarie dei parlamentari, un po' di nostri amici saranno in Parlamento".

E la spiegazione non deve essersi rivelata molto convincente, visto che Renzi ha utilizzato il suo profilo Facebook per ribadire il concetto: "Nel presunto fuori onda di R105 dico le stesse cose che dico sempre. Dico che in caso di sconfitta non mi farò comprare e che qualcuno dei nostri andrà in Parlamento (spero con le primarie) ma non io". Poi ha aggiunto: "Non solo confermo ma rilancio: via il finanziamento pubblico ai partiti, rinuncia ai vitalizi, dimezzamento del numero dei parlamentari. Proposte che io ho firmato e sottoscritto. Gli altri?". Gli altri saranno ben contenti di questo incidente di percorso.

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