Excite

Primarie Pd 2012, è ballottaggio Bersani-Renzi

  • Getty Images

A un terzo dei seggi scrutinati, le urne consegnano un verdetto che per molti era scontato: Pierluigi Bersani e Matteo Renzi vanno al ballottaggio. In base ai primi dati parziali, il segretario del Pd sarebbe avanti in Emilia-Romagna, nelle regioni del Sud (tallonato da Vendola), nell'area di Piombino e in alcune grandi città come Roma e Torino, mentre il sindaco di Firenze avrebbe conquistato la Toscana, l'Umbria, il Piemonte e il Nord-Est. Da un paio d'ore la forbice tra i due candidati è ferma al 44.3% per Bersani e al 36.4 per Renzi, ma l'entourage del sindaco di Firenze e lo stesso primo cittadino mostrano ottimismo circa la possibilità di arrivare al 40%. Netto il distacco con gli altri partecipanti: Nichi Vendola è al 15%, Laura Puppato al 2.9% e Bruno Tabacci all'1.2%. In attesa dunque del nuovo confronto tv, mercoledì 28 novembre, e poi del ballottaggio, domenica prossima, 2 dicembre, i duellanti si godono il successo e affilano le armi.

Sorpresa ai seggi: a Roma arriva Giorgia Meloni

"Sono stracontento perché è stata una giornata magnifica: tantissima gente, nessun problema", ha dichiarato Bersani a dati acquisiti, 'tirando le orecchie' a Renzi sulle primarie - "oggi ha detto che io ho accettato la sua proposta: eh no, questo non glielo concedo, le ho volute io" - e affermando di non voler fare strategie per guadagnarsi i voti di Vendola. Il segretario del Pd ha quindi auspicato lo svolgimento delle primarie anche nel Pdl e ha concluso con una battuta: "Credo che adesso noi cinque dobbiamo fare qualcosa insieme... Magari offrirò loro una birra".

Analoga soddisfazione è stata espressa da Renzi - "ho fatto due ore e mezza di fila ma è stata una straordinaria esperienza" - che poi ha reso onore a Bersani e agli altri avversari, affermando: "Di certo il centrosinistra sarà diverso dopo queste primarie". Il sindaco di Firenze ha quindi esortato tutti i suoi collaboratori a un'altra settimana "pancia sotto", perché "i dati dai seggi campione ci danno a 5 punti di distacco. Abbiamo vinto nelle regioni 'rosse' e in tutti i comuni dove pensavano di vincere loro".

Ai due candidati promossi al ballottaggio, in serata, sono arrivati i complimenti di Vendola: "Vorrei fare i complimenti a Renzi e Bersani per la splendida affermazione, nella quale sono stati avvantaggiati anche dai media. E' stata una disputa impari, perché il mio è un piccolo partito. Avevo dei dubbi, ma è stata una partita utile da giocare". Laura Puppato, invece, si è detta molto contenta del proprio risultato - "quasi un miracolo" - affermando: "E' eclatante il fatto che alcune decine di migliaia di persone, che magari mi avevano visto solo una volta, mi abbiano dato la fiducia"

La giornata è iniziata alle 8, all'apertura dei seggi, e il primo a fare il proprio dovere di cittadino è stato Pierluigi Bersani, a Piacenza. Il segretario del Pd si è reso protagonista anche di un piccolo siparietto, recandosi a votare senza ritirare la scheda elettorale, recuperata dopo un veloce dietrofront. Meno distesa, invece, l'esperienza di Matteo Renzi, che ha dovuto attendere oltre due ore prima di poter esprimere la sua preferenza. Il sindaco di Firenze ha polemizzato su Twitter - "Mi scappa da ridere pensando che chiedevamo più seggi e ci hanno detto che non servivano" - e poi anche con i giornalisti che lo hanno avvicinato al seggio. A questi ultimi ha quindi rilasciato una dichiarazione sibillina: "Se vincerò io, Berlusconi non ci sarà", lasciando interdetti gli addetti ai lavori, che si sono chiesti se fosse da intendere come l'ennesima promessa/minaccia di rottamazione oppure come un 'avviso' al Pdl.

Il primo cittadino toscano è anche stato protagonista di un duro attacco da parte del segretario della Cgil, Susanna Camusso, che a In mezz'ora, la trasmissione di Lucia Annunziata, ha detto di aver votato Bersani e ha affermato: "Se vincesse Renzi sarebbe certamente un problema. Le sue proposte sul lavoro sono molto distanti dalle nostre e sono un problema per il Paese". La replica dell'interessato è arrivata in serata, con una dichiarazione in linea con quanto già detto dal suo entourage: "Se il segretario della Cgil vuole fare politica, raccolga le firme e si candidi alle prossime elezioni". Renzi ha poi concluso sottolineando il fatto che Camusso, facendo il suo endorsement a urne aperte, ha contravvenuto al fair play elettorale.

A dare contro al sindaco di Firenze anche Beppe Grillo, che sul suo blog l'ha definito un 'arrampicatore istituzionale': "Chiunque sia eletto a una carica pubblica la deve onorare fino in fondo. Non può usarla come trampolino di lancio per una posizione più importante e poi un'altra ancora, come in un domino del perfetto carrierista politico. Questo va vietato per legge". Il comico ligure ha poi attaccato più in generale le primarie ("bromuro sociale"), spiegando che "in Italia non esiste il premierato, non esiste di conseguenza neppure il candidato premier" e dunque "la buffonata odierna, promossa dalla grancassa mediatica equamente distribuita e senza eccezione alcuna, non eleggerà alcun candidato premier", dal momento che "il posto è già occupato da Rigor Montis, implicitamente rinominato da Napolitano e invocato dai partiti per poter continuare la loro assurda recita".

Eppure gli italiani, come osservato da più parti dagli addetti ai lavori, hanno dimostrato dopo un anno di 'stand-by' con un governo tecnico di avere voglia di democrazia, facendo segnare un'affluenza storica: sono quasi 4 milioni, infatti, i cittadini che si sono recati a votare in tutta la Penisola. Un dato che deve far riflettere i protagonisti della scena politica - vincitori e vinti - e che si spera possa aprire la strada a una nuova stagione istituzionale, perché è chiaro che mai come oggi gli abitanti del Belpaese non solo hanno domande, ma vogliono anche risposte.

politica.excite.it fa parte del Canale Blogo News - Excite Network Copyright ©1995 - 2017