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Primarie Pd a Roma: candidati e voto, tutte le informazioni

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Da stamattina alle 8 e fino a questa sera alle 20 a Roma sono aperte le 240 postazioni allestite dal Pd per votare alle primarie indette dal partito per designare il candidato alla corsa al Campidoglio, ma diversamente dalle nazionale a da quelle regionali a Milano alla 'volemose bene', questa volta i partecipanti non si sono risparmiati attacchi al limite della correttezza. Alla designazione del candidato del partito possono partecipare tutti i cittadini a partire dai 16 anni di età che si presentano ai seggi muniti di documento di identità valido.

In gara sono in cinque, ovvero Paolo Gentiloni, Ignazio Marino, Dadid Sassoli, Patrizia Prestipino, Gemma Azuni e Mattia di Tommaso, ma tutti sono concordo nell'affermare che alla fine la corsa è tra i primi tre, che hanno passato le ultime ore prima del voto a scambiarsi accuse e insulti (pure pesanti) e raccogliere endorsement eccellenti. Matteo Renzi e Walter Veltroni infatti si sono schierati con Gentiloni, mentre Marino può contare sull'appoggio di Stefano Rodotà, Goffredo Bettini e Antonio Ingroia e Sassoli su quello di Matteo Orfini, Paola Concia e numerosi consiglieri comunali.

Certo è che comunque andrà a finire, in caso di vittoria alle comunali del 25-26 maggio del candidato del Pd, i 'trombati' rischiano di essere tagliati fuori e Marino più di tutti. Il senatore, infatti, ha condotto una campagna super aggressiva, che ieri ha concluso disertando il dibattito conclusivo e scegliendo invece di andare in giro per la città in bicicletta, pure 'sbeffeggiando' gli avversari con allegra scampanellata davanti all'ingresso del teatro e le dita a 'V' di vittoria (o di vendetta, ma per quello bisognerà attendere il risultato delle urne).

"Vergogna, è una provocazione", hanno tuonato gli avversari, ma lo staff di Marino ha replicato: "Ma no, voleva essere uno scherzo" e, anzi, il senatore voleva anche entrare e partecipare, ma le bici erano un problema e, soprattutto, quando è arrivato il dibattito era già finito. Scuse da marinaio, secondo Sassoli, che tra tutti gli altri candidati ha attaccato più duramente Marino: "Una volta finite le primarie non collaborerò con alcuni dei miei avversari di oggi", salvo poi smentire in serata e garantire massima disponibilità in caso di vittoria.

Per conoscere il nome di chi sfiderà il sindaco uscente Gianni Alemanno, il grillino Marcello De Vito e l'outsider imprenditore Alfio Marchini bisognerà attendere la tarda serata di oggi, ma già c'è chi mette le mani avanti e sostiene che in caso di vittoria di Marini il Pd si spaccherà e sceglierà proprio Marchini, vicino al Pci. Una prospettiva tutt'altro che rassicurante, a fronte di un voto che si preannuncia più incerto che mai e che avrebbe bisogno di un partito forte e soprattutto compatto.

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