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Primarie Pd l'8 dicembre 2013: la Direzione nazionale ha deciso le regole del Congresso

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Il Partito Democratico eleggerà il nuovo segretario l'8 dicembre 2013: la direzione nazionale del Pd ha confermato la data per le primarie proposta in assemblea Nazionale dall'attuale segretario Guglielmo Epifani ed ha approvato il regolamento per il Congresso nazionale con voto quasi unanime (un solo astenuto, Graziano Milia, presidente della Provincia di Cagliari). Un'accelerazione inattesa, quella dei Democratici, dopo le turbolenze in chiusura dei lavori dell'assemblea la scorsa settimana, quando non era stata presa alcuna decisione in merito al Congresso e non era stato raggiunto il quorum sulla modifica dello statuto per le divergenze sulla proposta di scindere la figura del segretario da quella del candidato premier.

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I venti di crisi hanno ricompattano dunque le diverse anime del partito. Guglielmo Epifani aveva dichiarato alla stampa una decisione immminente sulle regole del Congresso: la direzione del Pd, riunitasi nuovamente oggi, si è espressa in poco meno di un'ora. Anche Matteo Renzi vi ha preso parte, senza però rilasciare alcuna dichiarazione pubblica. Il regolamento approvato dalla direzione non contiene la modifica più discussa: resta infatti l'articolo dello statuto che prevede automaticamente la candidatura del segretario alla carica di premier. Si apre così ufficialmente per il Pd la complessa fase congressuale, che rischia di coincidere con la crisi di governo qualora la verifica chiesta da Letta desse esito negativo per l'esecutivo delle larghe intese.

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Il testo approvato dalla Direzione prevede che le candidature alla segreteria nazionale con le relative liste programmatiche vengano depositate in commissione entro le 20 dell'11 ottobre. Al momento gli aspiranti segretari che hanno ufficializzato la propria candidatura sono tre, Gianni Cuperlo, Pippo Civati e Gianni Pittella, ma certamente arriverà anche quella di Matteo Renzi e forse quella di Goffredo Bettini. Ciascuna candidatura deve essere acompagnata dalle relative sottoscrizioni da almeno il 10% dei componenti dell’assemblea nazionale uscente oppure da un numero di iscritti tra i 1.500 e 2.000 distribuiti in almeno di cinque regioni, appartenenti a non meno di tre delle cinque circoscrizioni elettorali per il Parlamento europeo. In ciascun collegio può essere presentata una lista collegata a ciascun candidato alla segreteria.

Alle primarie dell'8 settembre potranno votare gli elettori iscritti al Pd e coloro che si registreranno all'albo pubblico degli elettori anche il giorno stesso, purchè "dichiarino di riconoscersi nella proposta politica del partito, di sostenerlo alle elezioni". Gli iscritti in regola con il tesseramento non sono tenuti a versare il contributo di 2 euro, obbligatorio per tutti gli altri votanti.

I congressi di circolo e provinciali si terranno dal 14 ottobre al 6 novembre: potranno votare solo coloro che si siano iscritti fino al giorno del voto. Tra il 17 e il 24 novembre i circoli voteranno sul segretario per la prima fase dell'elezione, che sarà seguita dalla consultazione popolare delle primarie. Il 24 novembre si svolgerà la convenzione nazionale prevista dallo statuto: in quella sede i candidati alla segreteria esporranno i loro programmi. I congressi regionali si terranno entro il 31 marzo.

Trovato l'accordo sul Congresso, il Pd guarda ora alla possibile crisi di governo chiedendo un "chiarimento profondo" agli alleati del Pdl che con l'annuncio di dimissioni di massa hannno realizzato un "tradimento" vero e proprio, l'ha definito Epifani. "Stiamo lavorando per fare il congresso nei tempi previsti - ha commentato Davide Zoggia al termine della direzione - Se ci fosse una precipitazione delle cose, la Direzione deciderà per il meglio". Già, perchè la Direzione che sarà convocata in modo permanente in questi giorni potrebbe ritrovarsi a dover prendere nuove decisioni se la tenuta del governo Letta dovesse improvvisamente precipitare.

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