Excite

Primarie Pd, risultati in tilt nella notte: spoglio si blocca, poi confermato ballottaggio

  • YouTube

Alla fine il risultato è quello che si aspettavano un po' tutti: ballottaggio tra Pierluigi Bersani e Matteo Renzi, ma nella notte lo spoglio delle schede è andato in tilt ed è stato subito tempo per parlare di "giallo", "mistero" e qualche fantomatico (quanto poco possibile) "complotto". In realtà, molto difficilmente i dati potranno cambiare e un colpo di scena dell'ultimo minuto è davvero improbabile, ma lo stop dello scrutinio all'1.30, con 3.992 seggi acquisiti su 9.232, ha inevitabilmente acceso discussioni e polemiche.

Primarie Pd: è ballottaggio Bersani-Renzi

A segnalare l'impasse è stato Stefano Menichini, direttore di Europa, su Twitter: "Dal comitato: blocco aggiornamento perché non arrivano più i dati dai seggi, devono aspettare aggregati dei comitati provinciali", e da lì sul social è partito un tam tam di ipotesi e suggestioni, fino a che - come riporta Il Corriere della Sera - un utente ha twittato una verità tanto ovvia quanto scontata sugli scrutatori: "Non dimenticatevi che stanno lavorando gratis. Sono loro la vera anima del centrosinistra". L'impressione, infatti, è che più che di un mistero si tratti di un problema organizzativo, dal momento che l'affluenza ai seggi è stata enorme, probabilmente, anzi, sicuramente, molto più elevata di quanto ci si aspettasse e così il sistema (e i volontari) sono andati in tilt, come confermato anche dalle lunghe code e dalle attese di chi è andato a votare.

Rosy Bindi vs Bianca Berlinguer: "Vaffa..." in diretta tv

In ogni caso, mentre lo spoglio ancora continua, questa mattina il portavoce del Comitato Elettorale Nico Stumpo ha confermato 'ufficiosamente' quanto già era noto: sarà ballottaggio tra Bersani e Renzi, con il segretario del partito avanti di 9 punti sul sindaco di Firenze. Al 90% dei seggi scrutinati, le nuove proiezioni danno infatti Bersani primo al 44.9%, Renzi secondo al 35.5%, Nichi Vendola terzo al 15.6% e poi a seguire Laura Puppato al 2.6% e Bruno Tabacci all'1.4%.

Per quanto riguarda la distribuzione dei voti, il segretario del Pd ha vinto (a dati ancora parziali) in 15 regioni su 20, lasciando al primo cittadino di Firenze la 'sua' Toscana (52%), l'Umbria, la Valle d'Aosta e - a sorpresa - il Piemonte. Qui Renzi è avanti 41.1% a 39.7% e il risultato stupisce gli analisti per la discrepanza con la vicina Lombardia, dove invece Bersani è saldamente in testa (45.7% a 34.7%). Il segretario del Pd ha letteralmente trionfato al Sud e nelle Isole, superando il 50% in Basilicata, Calabria, Campania, Sardegna e Sicilia, e vincendo, ma attestandosi a una percentuale più bassa, in Abruzzo, Molise e, ovviamente, in Puglia (40%), dove Vendola ha strappato il 35.3% e Renzi - unico caso in tutta la Penisola - è finito al terzo posto, con il 20.7% di preferenze. Dopo un lungo testa a testa, infine, le Marche sono andate al sindaco di Firenze, che ha vinto nelle province più 'rosse'.

E proprio questa incertezza ha fatto dire ieri sera a Renzi di crederci: 9 punti sono tanti, o pochi, a seconda di come la si voglia vedere, ma di sicuro valgono la pena di lottare duramente - "a pancia sotto" - ancora una settimana. In palio ci sono i voti dei Vendoliani e anche se l'ipotesi più accreditata è che vadano a Bersani, niente in realtà è sicuro. "A chi dice che abbiamo preso i voti della destra - come hanno detto autorevoli scienzati a In Onda, qualche ora fa - date i risultati nei singoli comuni della Toscana, dell'Umbria, di parte dell'Emilia. Le zone rosse ci tirano su", ha scritto ieri sera il sindaco di Firenze su Facebook e in effetti il risultato deve, se non preoccupare, almeno far riflettere Bersani.

politica.excite.it fa parte del Canale Blogo News - Excite Network Copyright ©1995 - 2017